[6] Questo piccolo episodio siciliano illustra sempre più ciò che L. Bissolati brillantemente sostenne contro l’on. Prof. Luigi Luzzatti sulla assoluta mancanza di spontaneità nelle concessioni fatte dalla borghesia al proletariato (V. L. Bissolati: La lotta di classe e le alte idealità della borghesia. Milano 1893). L’avvocato cremonese dimostra che tutte le leggi sociali favorevoli ai lavoratori in Inghilterra sono in correlazione colla conquistata influenza politica degli ultimi. Giustissimo! Sostenni sempre tale tesi, che formò il caposaldo delle mie teorie politico-sociali: la esposi nella conferenza al Teatro S. Cecilia in Palermo (1890) e al Consolato Operaio in Milano (1891). Allora dai valvassori del socialismo fui deriso e canzonato.... E ora?
IV.
LE CAUSE—IL MALCONTENTO IN ALTO.
Alla descrizione del movimento socialista siciliano nelle sue fasi e nelle sue condizioni attuali parmi opportuno far seguire un breve studio sulle cause, che lo hanno fatto assorgere ad una importanza, che non ha riscontro sul continente italiano; studio utile perchè somministra le migliori e più esatte indicazioni sulla condotta da seguire per regolarlo.
Il Prof. Lombroso, ch’è rimasto colpito dal rapido sviluppo del socialismo in Sicilia, per ispiegarlo attribuì un’azione preponderante al miscuglio delle razze e al clima. Senza intrattenermi di questo secondo fattore, la cui esagerata influenza ho dimostrato insussistente nella Sociologia Criminale (Vol. 2º), osservo sulla prima che a torto adesso lo si invoca.
I contatti tra razze diverse certamente producono fermenti insoliti e acceleramento della vita sociale: Carlo Cattaneo, precedendo il Gumplowicz e parecchi altri etnologi e sociologi contemporanei, giustamente lo affermò. Non è il caso di ricorrere a questa spiegazione oggi in Sicilia dove le razze sono fuse da oltre dieci secoli e dove la miscela non sarebbe nè maggiore, nè più recente che in Lombardia o nel Napolitano.
Alcune alte autorità, che non hanno coltura sufficiente per comprendere che una propaganda che non trovasse l’ubi consistam nelle opportune condizioni sociali, rimarrebbe sterile e forse neppure sarebbe tentata, attribuiscono tutto all’azione degli agitatori, dei demagoghi, come essi li chiamano per designarli al disprezzo pubblico; e agli agitatori assegnano moventi non confessabili. Dicono che questi ultimi sono mossi dall’ambizione di divenire consiglieri comunali e provinciali o anche deputati; osano affermare che si volle fare il giuoco di Crispi e rendere necessario il suo ritorno al potere; che si aspira alla separazione col protettorato inglese, sotto il quale Malta fiorisce; che la Francia soffia nel fuoco e vuole trarre partito di un movimento insurrezionale da lei favorito; che tutto il movimento non è che una manifestazione brigantesca e che la organizzazione non è socialistica, ma modellata e inspirata dalla mafia.
SCIOCCHE CALUNNIE