AURELIO DRAGO
E il pensiero e il sentimento della gioventù si riassume nel simpatico episodio del baldo e intelligente Aurelio Drago, che fu condannato dal Tribunale di guerra a sei mesi di carcere, perchè il giorno della sentenza, si fece innanzi alla truppa mentre passavano i condannati, ed impose all’ufficiale: Scopritevi! oggi è giorno di lutto per la libertà!
In Italia non fu minore la impressione; e fu vivissima se si tiene conto dell’infrollimento, dello accasciamento degli italiani. Non si trovarono giornali, compresi gli ufficiosi, che poterono lodare o giustificare giudici e sentenza; e tutti manifestarono lo stupore, il rammarico la indignazione. Innumerevoli e vivaci furono le proteste e agitazioni; i condannati venne deciso, che verrebbero portati dapertutto nelle elezioni comunali e provinciali: De Felice e Petrina vennero già eletti in Messina con una splendidissima votazione, sotto il regime dello stato di assedio! e Bosco e gli altri, benchè non fossero nelle liste, ottennero moltissimi voti.
Riuscirà il governo ad arrestare queste proteste coi minacciati processi per apologia di reato contro coloro che propugneranno le candidature dei condannati? Se pur riuscisse la enormità e novità del procedimento rivelerebbe l’anormalità e il pericolo della situazione!
Il processo ai socialisti, che si è trasformato in processo al governo ed alle classi dirigenti e che ha servito alla più vigorosa e larga propaganda del socialismo avrà pure conseguenze che sorpasseranno quelle del primo momento.
Previdi nella prima edizione che immediatamente si sarebbe avuto aumento di malandrinaggio e di odio fra le classi sociali sottolineate da qualche schiopettata per vendetta, aumento di miseria fra i lavoratori e di dissesto nelle finanze comunali; e sinora le tristi previsioni si sono avverate.
In quanto al resto, alla quistione politica generale i più avveduti sanno e sentono che il socialismo non muore; che esso risorse più forte e più vigoroso in Francia all’indomani del trionfo di una reazione; risorse sempre dopo che se n’erano cantati i funerali. E risorgerà in Sicilia dove la corrente scientifica, dei professori e dei giovani delle Università, che agiscono per altruismo, si fonderà coll’elemento di azione, coi contadini e cogli operai che agiscono per soddisfare impellenti bisogni e che hanno già acquistato coscienza, sebbene vaga, dei diritti e della forza propria.
IN NOME DEL RE
E tristi conseguenze si avranno inoltre dagli ultimi avvenimenti: nel popolo si sarà fatto strada la convinzione che i metodi del regime borbonico continuano, e si sarà perduta la fiducia nei mezzi legali, mentre il socialismo dinastico avrà fatto il suo tempo e non troverà che sorrisi di scherno. Oh! non si vedranno più nelle sale delle associazioni i ritratti del Re e della Regina accanto alla immagine di Cristo! E i contadini non reclameranno più pane e giustizia al grido: Viva il Re! dopo la esperienza che in nome del Re non si dette loro che piombo, manette e domicilio coatto.
PROBABILITÀ DI UNA JACQUERIE