Oltre questi fatti d’indole economica, vi è un’altra causa di malcontento, che si è resa intensa da recente per i proprietarî in generale ed è rappresentata dal peggioramento nelle condizioni della pubblica sicurezza. Sintanto che in Sicilia si ammazzava più che altrove, essi non si preoccupavano molto del fenomeno morale: questa forma di delinquenza di ordinario non li colpiva. Quando aumentarono i reati contro la proprietà e sopratutto l’abigeato, o furto di animali bovini e da trasporto, i sequestri di persona, i ricatti ecc. allora essi furono toccati direttamente, furono presi da paura, si rinchiusero nelle loro case, videro andare in malora i loro interessi, furono privati dei godimenti della vita campestre e venne meno la funzione dello Stato da loro più apprezzata: quella che compie lo stato-gendarme. Si può comprendere come e quanto protestassero!

IL LATIFONDO FACILITA ALCUNI REATI

È bene si dica che i furti in Sicilia se sono alquanto maggiori alla media del regno e dell’alta Italia, sono però molto al disotto che in Sardegna, nel Lazio, in Basilicata e negli Abruzzi[11]. Ma in Sicilia le forme speciali del reato contro la proprietà sopraccennate,—cioè: abigeato, sequestro di persona, ricatto, ecc.—se aumentano destano un grande allarme. E le gesta della banda Maurina, la taglia pagata dalla Baronessa vedova Sisto, i sequestri Coniglio, Terresena e del disgraziato cav. Billotti, che fu ucciso e bruciato in una grotta, destarono e mantengono lo spavento in tutti; spavento accresciuto talora dalle notizie false che spargono i contadini e gl’impiegati, che hanno interesse a tenere lontani dalle campagne i padroni. E il malandrinaggio e le altre cennate forme di reato contro la proprietà in Sicilia sono facili e frequenti per la esistenza del latifondo (che costringe alla cattiva distribuzione della popolazione, riunita in grossi centri, lontanissimi gli uni dagli altri, e circondati da campagne deserte e brulle) e per la mancanza di strade, per l’analfabetismo, e per le prepotenze feudali, che in qualche punto perdurarono più che altrove e generarono largo risentimento. I malandrini assurgono gradatamente alla trista altezza di briganti, e sanno tenere impunemente la campagna colla buona tattica: rispettano i piccoli, sanno procacciarsi il rispetto o la solidarietà dei contadini, dei bovari, dei pastori, degli zolfatari, o con terribili esempî incutono loro timore, quando in loro non trovano le ragioni—che mancano di rado—di odio contro i padroni.

LE CRISI

Queste cause che generano e mantengono la particolare delinquenza della Sicilia in modo permanente, negli ultimi tempi sono state rese più intense dalla crisi agricola e dalla crisi zolfifera. Della prima si è scritto abbastanza ed è conosciuta: il rinvilimento del prezzo dei cereali e dei vini e degli altri prodotti dell’isola—rinvilimento cagionato dalla rottura delle buone relazioni commerciali colla Francia e dalla depressione del mercato interno, impoverito dall’alta quota delle imposte pagate e da altre cause—ha arrecato gravi perdite ai proprietarî e per ripercussione ai lavoratori. La crisi ha talvolta forme e cause strettamente locali: così a Monreale, a Partinico e in altri punti della provincia di Palermo, dove sono avvenute dimostrazioni e torbidi, sebbene la proprietà sia ben divisa, in questi ultimi anni la miseria è grande, tanto più intollerabile in quanto che è del tutto insolita, poichè eccezionalmente generata dal ribasso fortissimo nel prezzo degli agrumi che rappresentano il prodotto esclusivo di quella ferace contrada[12].

LE CRISI E IL MALCONTENTO

Della crisi zolfifera dirò brevemente più oltre; qui mi basta conchiudere osservando che le due crisi, l’agricola e la mineraria, hanno direttamente aumentato il malcontento della classe dirigente per le ragioni economiche; e l’hanno indirettamente accresciuto in quanto che contribuirono in forte misura a peggiorare le condizioni della pubblica sicurezza.[13]

NOTE:

[7] G. Alongi, intelligentissimo funzionario di pubblica sicurezza, in uno studio sui Fasci dei Lavoratori estratto del Manuale del Comm. Astengo, ha raccolto talune odiose calunnie sopra alcuni Presidenti dei Fasci, che tolgono valore al suo studio nel resto abbastanza buono.