L’organismo amministrativo si dovrebbe completare col referendum—accessibilissimo alle intelligenze meno sviluppate, perchè si esercita sopra quistioni chiare e concrete—parziale o totale;—e colla elezione diretta del sindaco e degli assessori—sistema dei selectmens,—tenendo conto sempre delle diversità di cultura, di educazione e di tradizioni, che rendono dannosa qualunque legge unitaria che debba aver vigore in Lombardia e in Sicilia, in Piemonte e in Basilicata[84].

PUNTE LEGGI UNITARIE

E di questa varietà di ordinamenti (perfettamente consona a quella politica sperimentale, di cui ci ha dato tanti esempi convincenti il Donnat, nel libro che porta detto titolo, e a quella analoga politica quantitativa descritta da uno dei più sapienti positivisti che seguirono il Littrè—il Wirouboff) non c’è da allarmarsi come di uno sbocconcellamento della patria italiana, se lo stesso on. Crispi, il più fanatico unitario d’Italia, sin dal 1878 riconobbe «che le isole hanno diritto a norme speciali di governo, ad una speciale amministrazione» come ricordò di recente l’on. Comandini (Corriere della sera n. 50, 1894).[85]

È corsa con insistenza la voce, che l’on. Crispi voglia realmente venire ad un ordinamento speciale per la Sicilia; ma tutto quanto sinora si è fatto non autorizza a sperare che la riforma sia inspirata a sensi democratici; se a qualche cosa che somigliasse alla regione egli verrà, di sicuro tutto si ridurrà ad una diminuizione nel numero delle provincie e delle intendenze e ad un concentramento di poteri nel Prefetto di Palermo; avremmo al più un decentramento more imperiale, di cui la parte popolare non avrebbe da rallegrarsi.

NEL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE

Più difficili, ma di maggiore importanza rispetto ai lavoratori delle campagne e delle miniere, sono le riforme di ordine economico-sociale.

Alcune si può essere sicuri che verranno adottate tra breve—e fu già presentato qualche disegno di legge per tutta Italia, ma che ha particolare importanza per la Sicilia, dal passato ministero—; così quella sul truck-sistem nelle miniere di zolfo, che bisognerebbe completare con una legge contro l’usura, che rovina i contadini; quella sull’obbligo dei frequenti pagamenti agli operai e sulla insequestrabilità degli stipendi; sulla così detta cassa piccola da doversi imporre in tutte le miniere di zolfo; sui probi-viri nell’agricoltura; sulle cooperative di consumo e di lavoro, alle quali si dovrebbero concedere diritti reali e mezzi adatti per farli riconoscere dalle amministrazioni locali e dal governo, ecc. ecc.

Maggiori ostacoli si incontrerebbero per diffondere e regolare equamente il credito, sottraendolo agli usurai e alle influenze politiche, e per organizzare efficacemente il credito fondiario ed agrario, dopo che fu votata e sanzionata la infausta legge bancaria del 10 agosto 1893; ma è materia di cui c’è da occuparsi, perchè molte altre riforme economiche sono intimamente connesse alle facilitazioni che possono venire dal credito equamente distribuito e ad interessi miti, che possano essere sopportati dall’agricoltura.

I RAPPORTI TRA CONTADINI E PROPRIETARII

Le difficoltà divengono veramente gravi, quando si arriva alle proposte per migliorare i rapporti tra contadini e proprietari mercè la riforma in via legislativa dei contratti agrari e promovendo lo spezzamento del latifondo. Qui non c’è solamente l’aspro conflitto tra due scuole economiche diverse, che battagliano nel campo teorico; ma c’è il conflitto tra gl’interessi contrarî colla prevalenza di quelli dei proprietari e del capitalismo, che soli sinora comandano nei comuni, nelle Provincie, nei Comizî agrarî, nelle camere di Commercio, nel Parlamento.