La maggior parte dei deputati e dei senatori, che ne facevano parte—tra i quali l’on. Fortis, che a tempo perso si proclama socialista di Stato—si mostrarono decisamente avversi ad accettare quella corrente nuova (che fa capo a Menger in Austria, che in Italia è rappresentata degnamente da Gianturco, Nitti, Salvioli, Cogliolo, ecc.) la quale mira ad innestare il contenuto socialista nel Codice Civile, modificando il concetto quiritario della proprietà e facendo posto adeguato alle ragioni del lavoro.
PAROLE E FATTI
L’opposizione alle chieste modifiche dei contratti agrarî da parte degli elementi conservatori di detta Commissione, sebbene truccati alcuni da democratici in aperto conflitto coll’elemento universitario (Nitti, Cogliolo, Salvioli) quantunque disinteressata nella apparenza, perchè mossa da elementi non siciliani, pure tale non era: essi avvedutamente han dovuto pensare che ciò che adesso si concederebbe alla Sicilia, sotto la pressione della rivolta, più tardi si dovrebbe accordare al resto d’Italia dove sussistono condizioni analoghe. L’esempio di ciò che è avvenuto nella Gran Brettagna li ammaestrava: le concessioni e le riforme agrarie della Irlanda non tardarono a varcare il canale di San Giorgio, per essere proposte a vantaggio dei lavoratori d’Inghilterra e di Scozia.
In quanto allo spezzamento del latifondo, e alla creazione dei piccoli proprietari, memore più che degli esempi stranieri dei consigli dei conservatori illuminati e preveggenti, (Baer, Cavalieri, Monsignor Carini ecc., ecc.) in seno della Commissione eletta dai deputati siciliani per istudiare le opportune proposte per la loro regione, osai proporre il censimento obbligatorio dei latifondi di una certa estensione; ma rimasi solo: gli on. Di Rudinì, Di San Giuliano, Sciacca della Scala, Reale e Filì-Astolfone si dichiararono avversi alla proposta mia. L’on. Damiani l’accolse con simpatia; ma funzionando da presidente non credette pronunziarsi in proposito[86].
IL DISEGNO DI LEGGE SU’ LATIFONDI
Il 1º Luglio 1894 l’on. Crispi presentò alla Camera dei Deputati il disegno di legge intorno alla enfiteusi dei beni degli enti morali e ai miglioramenti dei latifondi dei privati nelle provincie Siciliane, e il cuore dei partigiani delle sane riforme si riaprì alla speranza e le previsioni dei pessimisti e degli increduli parve che ricevessero una solenne smentita.
Con quel disegno di legge non solo s’imponeva la enfiteusi dei beni degli enti morali, ma si costringevano ai miglioramenti agrarî colla mezzadria i latifondisti che non ottemperando a tali disposizioni dovevano vedere sottoposti all’enfiteusi obbligatoria i loro fondi.
Non occorre scendere a dettagliata disamina delle proposte del Presidente del Consiglio dei ministri, perchè esse colla chiusura della Sessione parlamentare, legislativamente sono già morte e sepolte, sebbene suscettibili di resurrezione; basta qui e adesso giudicarne il principio, che lo informa.
IN SOSTANZA È CONSERVATORE