I PROVVEDIMENTI FINANZIARII DELL’ON. SONNINO

Crescono la difficoltà dopo la votazione dei provvedimenti finanziarî dell’on. Sonnino, che hanno peggiorato le condizioni finanziarie dei Comuni, di già dissestate dalla continua diminuizione del prodotto del dazio di consumo a causa delle peggiorate condizioni economiche del paese; e i provvedimenti dell’on. Sonnino riescono esiziali ai Comuni anche per l’insufficiente abbuono ch’essi ricevono dal governo per l’abolizione del dazio governativo sulle farine, per l’avocazione allo Stato dei decimi sulla ricchezza mobile e per avere imposto ai comuni alcune spese, che per lo passato venivano sopportate dallo Stato[92].

Ho sottocchio un prospetto redatto dal Comitato permanente dal Congresso dei sindaci nel quale si notano i danni recati dai nuovi provvedimenti a centocinquanta comuni del regno; ma lasciando da parte ciò che riguarda il continente, correggendo e completando i dati del Comitato dei sindaci si avrà un’idea del danno che subiranno i Municipî dell’isola da queste sole cifre: Palermo perderà circa 600 mila lire, 200 mila Catania, 200 mila Messina, 50 mila Caltanissetta.... E il danno è tanto sicuro e grave che il presidente del Consiglio promise di occuparsene. La promessa sarà sincera, ma di dubbia realizzazione; certo è invece il danno che arreca questo ministero restauratore che continua nell’antica e cattiva politica che mira a peggiorare le condizioni dei municipî sottraendo ad essi i cespiti di entrata e addossando loro spese che prima erano dello Stato.

Andiamo avanti.

DOVE SI TROVERÀ IL DENARO

Per la istruzione, per la sicurezza pubblica, per le strade di campagna, per le case coloniche, per le acque potabili, per gli attrezzi agricoli, per le sementi, per gli animali da lavoro, per le scorte ecc. ecc. occorre denaro, denaro, denaro. Chi lo appronterà? I Comuni, lo Stato, gl’Istituti di credito, i grandi proprietari? Nessuno credo che attualmente sia in condizione di soddisfare tale primario e prepotente bisogno; meno che tutti lo Stato, il cui bilancio è in deficit minaccioso; lo Stato, cui l’on. di San Giuliano formalmente attribuisce tale obbligo; lo Stato, che non si stanca di chiedere sacrifizi ai contribuenti per riempire la botte delle Danaidi, che si chiama bilancio del ministero della guerra; lo Stato che il denaro ha saputo trovare per profonderlo sulle aride sabbie dell’Africa maledetta, lo Stato a cui non mancò il denaro per la pronta repressione dei moti di Sicilia e che forse meno ne avrebbe speso se avesse pensato alla savia e benefica prevenzione sociale!

E quale risultato potrebbe avere qualunque buona legge economico-sociale, di fronte ai mezzi finanziari che mancano per eseguirla, ci lascia indovinare il disegno di legge agraria dell’on. Crispi.

I mezzi assegnati per la sua esecuzione erano deficienti e facevano presentire che la legge agraria, come le precedenti leggi sanitaria e di pubblica sicurezza, nella parte buona e sociale che esse contenevano, sarebbe rimasta una platonica affermazione con niuna o ridicola efficienza reale.

Ma per quanto deficienti i mezzi per l’attuazione della legge agraria dove essa li attingeva? Alla cassa di soccorso per le opere pubbliche in Sicilia, alle opere pie, al quarto dei beni dell’asse ecclesiastico assegnato ai comuni dell’isola.... cioè a tutti quegli enti, che sono stati dissestati dal governo e che avrebbero bisogno di essere rafforzati e che rispondono a bisogni presenti e impellenti, come la cassa di soccorso per le opere pubbliche!

NON BISOGNA ILLUDERSI