NOTE:

[18] La importanza dello allevamento del majale nelle misere famiglie dei contadini non isfugge al Sonnino. (I contadini in Sicilia, p. 187).

[19] «Il Signore ha i suoi campieri, ma non può tenerne una grossa squadra, e molte volte, perchè siano uomini di stocco, da servirlo come vuol lui, è costretto a chiudere un occhio, e magari anche tutti e due nello sceglierli, e prenderli della stessa pasta di cui si fanno i briganti». Così scrive il generale Corsi. (Sicilia p. 303).

Mi piace qui rilevare che il Generale Corsi ha segnalato come meritevolissime di attenzione tre opere recenti sulla Sicilia: quelle di Schneegans, di Bazine e di Gustavo Chiesi riconoscendo che la migliore è La Sicilia Illustrata dell’ultimo. Godo moltissimo di questo giudizio perchè mi conferma in quello dato da me due anni or sono nell’Isola e che temevo fosse troppo benevolo per la grande amicizia, che mi lega allo scrittore milanese. Nel Chiesi lo stato morale, intellettuale e sociale dei Siciliani è meglio descritto che in qualunque altro autore. Lo Schneegans ci dà la Sicilia di 50 anni fa.


[Indice]

VIII.
IL LATIFONDO

La condizione economica dei lavoratori della terra in Sicilia, come dappertutto, è intimamente connessa colla divisione della proprietà rurale e col genere di coltura. Nota la prima, s’intuisce—e del resto vi si accennò—che debba prevalere la grande proprietà e la coltura estensiva; e questa coltura persistente è, poi, la conseguenza della grande proprietà, del latifondo, esistente un po’ per ogni dove in Italia, assolutamente prevalente e caratteristico nell’isola. Merita menzione speciale, ma breve perchè l’argomento è già stato trattato da tutti gli scrittori, che si sono occupati delle cose siciliane dal punto di vista economico e sociale.

LA PROPRIETÀ POCO DIVISA