«Si profondono favori,—egli dice—impieghi, esenzioni di tasse e protezioni d’ogni portata agli aderenti e si fa l’opposto con gli avversarî, contro ai quali: persecuzione continua, evidente, spesso sfacciata e feroce, fino al delitto, fino all’omicidio. E si pretende che i funzionarî del governo seguano questo indirizzo.

«Tranne poche e lodevoli eccezioni, nei comuni dominano la incompetenza e la prepotenza più goffe e sfrenate che per contraccolpo vi producono la paura, la sofferenza, i rancori sordi delle masse.

«L’ufficio di Sindaco, nei piccoli comuni, è sfuggito dai buoni perchè arduo e pericoloso; è ricercato avidamente dai tristi cui offre risorse illecite ma sfuggenti al Codice Penale, e voluttà di comando e di prepotenze che fanno rivivere Don Rodrigo senza il blasone.

«A che si riducano, con questo sistema i servizi amministrativi è facile immaginarlo...»

LA PREPOTENZA LEGALIZZATA

Nei municipî la prepotenza di classe dai vampiri borghesi o aristocratici è stata esercitata in modo classico, ripetendo incoscientemente—perchè i più non conoscono la storia di Inghilterra, nè hanno letto Carlo Marx—i procedimenti prevalsi alcuni secoli or sono al di là della Manica diretti a usurpare la cosa pubblica, che in Sicilia particolarmente era la cosa del proletariato agricolo. Qui infatti, i galantuomini con costanza sorprendente, da gabellotti, da limitrofi, da amministratori hanno usurpato i demanî comunali, la proprietà collettiva degli abitanti poveri del Comune.

LE USURPAZIONI DEI DEMANII

E le usurpazioni sfacciate e impunite—ciò che stabilisce la responsabilità e la complicità del governo nel reato—hanno, ad esempio, una illustrazione in tribunale col ricorso dei comunisti di Alcari li Fusi, fraudolentemente spogliati dei proprî beni, ed ebbero un epilogo tragico a Caltavuturo dove furono assassinati dei poveri contadini perchè—ingenui!—vollero esercitare un diritto, zappando—niente altro che zappando!—la terra che a loro appartiene.

Oh! Italiani, che vi siete santamente indignati per l’assoluzione di Angoulême, quando v’indignerete per il massacro di Caltavuturo, che costituisce l’episodio più scellerato della vita politica italiana, ch’è rimasto impunito e pel quale non un solo accusato venne trasportato sullo sgabello della Corte di Assise? In Francia almeno ci fu un processo, ci furono degli accusati, ci fu un Pubblico Ministero severo e imparziale che fece di tutto per farli condannare, ci furono dei gendarmi che deposero il vero: ma in Italia?

Però le usurpazioni dei demanî comunali, e la vendita e i censimenti fraudolenti delle terre patrimoniali nè possono essere consumati dappertutto,—perchè in Sicilia non tutti i Comuni posseggono demani comunali e beni patrimoniali—nè possono ripetersi ogni giorno perchè la materia che fornisce occasione al reato, a danno del popolo, si esaurisce. Ci sono, però, altri modi di nuocere al popolo, quotidianamente, perennemente, e che riescono perciò causa più frequente di odî e di risentimenti: questi modi vengono rappresentati dalle imposte e dalle spese.