Così infine prefetti, delegati e pur troppo anche i magistrati furono messi a disposizione dei deputati ministeriali e questi nei rispettivi collegi divennero tanti proconsoli in cinquantesimo!

IL MINISTERO GIOLITTI

Questi mali preesistevano al ministero del Giolitti: questi li acuì in modo superlativo raggiungendo, però, un risultato insperato e insperabile per altri titoli: una fedeltà a tutta prova dei rappresentanti dell’isola, che coprivano e legittimavamo ogni loro voto di fiducia in nome della sacrosanta ricostituzione dei partiti e della risurrezione della sinistra, fatta da uomini che erano stati i promotori e i campioni del trasformismo!

UN’APOLOGIA SMACCATA

L’insieme di questi fatti, proprî della destra e della sinistra sotto la dinastia Sabauda—e le considerazioni che suggeriscono—non mi permettono di consentire col Baer, che all’opera deleteria del regime borbonico contrappose quella «di una dinastia leale e conscia dei proprî doveri, sotto la quale la Sicilia ha veduto raffermate ed estese le franchigie politiche, che tanto le erano a cuore; il che ha dato al governo una forza ed una autorità morale che invano potevano sperare i Borboni. E con questa autorità lo Stato ha potuto senza contrasti crearsi nuove risorse finanziarie, stabilendo le tasse di registro, il monopolio dei tabacchi, cosa che non avrebbe mai osato il governo precedente. E si è fino estesa alla Sicilia la leva pel servizio militare.» Ora in tutta questa apologia smaccata, che si estende, con evidente contraddizione dell’egregio scrittore, al censimento dei beni della manomorta ecclesiastica, non c’è di vero che questo: il governo italiano colla forza brutale e non coll’autorità morale, ha saputo imporre alla Sicilia la leva, i balzelli nuovi e la distruzione di alcune industrie. E precisamente per questo in basso, ed oramai anche in alto, si fanno paragoni tra il governo borbonico e il governo italiano, i quali non riescono sempre lusinghieri pel secondo.

Se il governo italiano mancò alla sua funzione rigeneratrice nella parte vera politica e nella economica, non si mostrò d’altra parte migliore nella amministrativa e nei suoi rapporti coi Comuni, colle Provincie, colle opere pie.

LA LEGGE COMUNALE E PROVINCIALE DEL 1865

Se si pon mente ai maggiori poteri che la legge comunale e provinciale del 1865 accordava ai Prefetti nello esercizio della tutela si riconoscerà che la responsabilità del governo fu immensa nella cattiva amministrazione dei corpi locali, nello sperpero del pubblico denaro, nello sfacciato favoritismo verso gli amici ed a danno degli avversarî del partito dominante, negli imbrogli elettorali multiformi, nella iniqua ripartizione delle imposte, nella oppressione dei vinti e dei lavoratori. E questa grande responsabilità del governo, specialmente sotto l’aspetto tributario, a proposito di ciò che avvenne nei comuni di Santa Margherita, di Campobello di Licata, venne esplicitamente assodata dal Cavalieri, ch’è uomo di governo, da Sonnino e Franchetti, da Bonfadini per altri casi e per altri luoghi a centinaia. Si deve aggiungere, anzi, che per la tolleranza o connivenza del governo, i gravi inconvenienti e la cattiva amministrazione, come ne’ comuni e nelle provincie, si ripeterono nelle Congregazioni di Carità e in altre opere pie, coi posti gratuiti nei convitti, cogli impieghi dati ai favoriti o addirittura creati per essi, e financo col pagamento camorristico delle donne che allevano i trovatelli e che sono qualche volta le drude degli amici degli amministratori locali.

In quanto ai tributi, ad onore del vero, si dica che talvolta il governo ebbe il pensiero di fare rispettare la legge, ma solo quando la osservanza della medesima era odiosamente farisaica. Così più volte furono minacciati alcuni municipî (Caltagirone, Castrogiovanni, ecc.) della risoluzione del contratto di appalto col governo pel dazio di consumo, perchè non tutte le voci tassabili erano tassate e sopratutto perchè non si esigeva il dazio sulla farina e sul pane! Ed a questi municipî, per tale grave colpa, non si consentì di eccedere sul limite legale della sovrimposta fondiaria.

GLI INGENUI...