2) Che sono ormai la bellezza di diciotto anni che un’inchiesta parlamentare constatò inutilmente lo stato vero dei contadini in Sicilia.

3) Che il contadino siciliano, è perseverante, sobrio, laborioso, ma nello stesso tempo lo si è tenuto in un stato di semibarbarie.

4) Che il contadino siciliano anche dopo conquistata la libertà e la redenzione, rimase nella condizione di servo ed oppresso e la posizione sua verso il padrone è quella di vassallo a feudatario.

5) Che gli enormi latifondi, l’accentramento di vastissimi terreni in mano di pochi e le oligarchie comunali che non sempre s’inspirano a giustizia, e sovra tutto i contratti agricoli aggravano questo stato di cose.

6) Che è opera altamente meritoria cercare in tutti i modi di mettere le classi agricole in condizione di resistere alle prepotenze dei padroni.

FIATO SPRECATO

Queste si crederebbero opinioni calunniose dell’anarchico Gulì e invece sono le convinzioni del Comm. Sighele, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo, manifestate nella inaugurazione dell’anno giuridico 1894.

Un’ultima testimonianza: Il 4 gennaio 1894 contemporaneamente alla proclamazione dello stato di assedio, e quasi a severa condanna dell’insana misura, vi fu chi disse in Palermo sotto gli occhi del Generale Morra di Lavriano e della Montà: «In questo nostro paese eminentemente agricolo, la classe dei contadini in particolare, difetta dei mezzi più necessarî alla vita; è la classe più bistrattata, la meno compassionata, la più misera, la più ignorante e la più degna quindi di speciale considerazione da parte degli uomini di cuore!»

UNA VERITÀ DOLOROSA

Oh no! Non è Nicola Barbato, l’uomo dalla logica spietata, che così parla; ma è il procuratore Generale presso la Corte di Cassazione di Palermo, Giuseppe Malato Fardella, che col primo non ha di comune che la sua qualità di Siciliano, e che dà ragione dello insorgere dei contadini, e somministra l’ultima prova di questa dolorosa verità: in Sicilia dal 1812 in poi nulla è mutato in quanto alle condizioni economico-sociali della classe dei lavoratori!