Ebbene: dopo tanti avvertimenti precisi sulle cause di probabili dolorosi avvenimenti, e sulla possibilità di vederli svolgere a breve scadenza, che cosa fece il governo? Nulla.
Quali opportuni e savi provvedimenti preventivi escogitò?
IL GOVERNO PROVVEDE...
Questo solo: l’invio della flotta dinanzi a Palermo, che mai aveva dato segni di volere tumultuare. L’on. Giolitti poi non fu superato, che dall’on. Crispi, il quale come provvedimento curativo non seppe proporre ed attuare che lo Stato di assedio.
La significazione e la gravità degli avvertimenti non furono tenute in conto a tempo debito, onde accadde quello che è a tutti noto e di cui dovrò continuare ad occuparmi.
Questi stessi avvenimenti di Sicilia costituiscono pel resto d’Italia un ammonimento grande, e su di essi così scrive un onesto ed avveduto senatore del regno:
«Il grido venuto sul continente da qualche luogo della Sicilia, se grido del popolo che insorge contro le ingiustizie, io l’amo, come scrive il Burcke, perchè segnale d’incendio, che ci salva dalle fiamme, ed io voglio per l’immensa maggioranza, ravvisarlo tale; ed in questo caso sarà da dire della Sicilia, che dopo di essere stato un primo fattore della unità della Patria ne abbia col grido di allarme forse scongiurato lo sfasciamento.»[40]
Andrà dispersa al vento anche questa savia parola ammonitrice?....
NOTE:
[38] Nel libro Sicilia scrisse: