[43] A proposito della resistenza energica opposta sempre alle prepotenze governative mi sembrano opportune queste parole pronunziate da Cordova nel 1863: «I Siciliani sono avvezzi da lungo tempo a considerare il Governo come tenuto a rispettare la legge, ed anche quando essi per avventura non la rispettano, pretendono che il governo la rispetti. È un’abitudine acquistata dalle loro antiche istituzioni e consacrata dal patto del 1812, in cui un articolo esplicito diceva: Ogni cittadino ha il diritto di far resistenza all’autorità pubblica, se questa non opera in conseguenza della legge.» Questo ricordo vale se non altro a dimostrare come certe costituzioni consacrassero in Italia sul cominciare del secolo principi assai più liberali di quelli contenuti nello Statuto del magnanimo Carlo Alberto.»
[44] I luoghi nei quali durante il 1893 avvennero provocazioni, dimostrazioni e abusi di ogni sorta sono numerosi. Dai giornali sono riuscito a comporre questo elenco ch’è incompleto:
Palermo, Serradifalco, Campobello di Licata, Prizzi, S. Giuseppe Jato, Piana di Greci, Floridia, Borgetto, Scicli, Ravanusa, Mazzara del Vallo, Catenanuova, Partinico, Bisacquino, Corleone, Sancipirrello, Chiusa Sclafani, Sommatino, Villafranca, Termini Imerese, Canicattì, Terranova di Sicilia, Santa Croce Camerina, Naro, Grotte, San Cataldo, Campofiorito, Mezzomonreale, Campofranco, Pioppo, Palazzo Adriano, Lentini, Milocca, Belmonte-Mezzagno, Parco, Acquaviva Platani, Sutera, Lercara, Siracusa, Casteltermini, Villafrati, Siculiana, Casale Floresta, Montelepre, Cattolica Eraclea, Villarosa, Aragona, Caltabellotta, Paceco, Contessa Entellina, Montemaggiore Belsito, Alcamo, Valledolmo, S. Ninfa, Castronovo, Bambina, Ciminna, Mezzojuso, Cerda, Cefalù, Rosolini, Castelvetrano, Racalmuto, Santa Caterina Villarmosa, Balestrate, Trappeto, Caltanissetta, Spaccaforno, Modica, Francofonte, Piazza Armerina, Gibellina, Lucca Sicula, Butera, Bivona, Burgio, Roccadifalco, Pietragliata, Rocca, Petralia Soprana, Comitini, Terrasini, Misilmeri, Ragusa, Partanna, Salemi, Salaparuta, Trapani, Camporeale, ecc., ecc.
XVI.
LA REPRESSIONE
La serie interminabile delle provocazioni e delle dimostrazioni, illuminata qua e là dal sinistro bagliore degli incendî, ebbe i suoi episodî sanguinosi che meritano una speciale trattazione. Questi episodî rappresentano l’epilogo di una situazione tesa e scabrosa e l’inizio di una repressione, che, a dire il vero, fu quasi sempre incosciente e non preparata direttamente, ma che scattò improvvisa e spontanea, quale risultanza però delle istruzioni generali date, della imprevidenza nello eseguirle, dello eccitamento degli animi di tutti, della paura di essere sopraffatti negli uni, della coscienza del proprio diritto negli altri.
Sangue, e in che misura! era stato versato a Caltavuturo in principio del 1893; sangue si continuò a versare a Serradifalco, a Catenanuova, ad Alcamo; ma dopo alcuni mesi di sosta nello svolgersi della triste cronaca, nessuno si attendeva che si dovesse ricominciarla e continuarla più luttuosa che pel passato!
LA CRONACA TRISTE CONTINUA