«Ufficiali, sott’ufficiali e soldati, funzionari ed agenti di Pubblica Sicurezza.
«In questi tristissimi giorni, non badando nè a fatiche nè a disagi, voi avete reso un grande servizio al Re, alla Patria, alla Civiltà.
«Per opera vostra la pace è restituita a questa grande Metropoli, la quale 50 anni or sono, per virtù, per valore e per concordia di tutti i suoi cittadini, seppe risorgere a libera vita.
«I malvagi di ogni partito, concordi nel folle intento di sovvertire le Istituzioni e disfare l’Italia, l’avrebbero ripiombata in una servitù peggiore della prima.
«Voi l’avete impedito: nel nome del Re e della Patria vi ringrazio.
«Milano, 11 Maggio 1898.
«Il regio Commissario Straordinario
Tenente generale F. Bava Beccaris.»
L’esagerazione interessata, la vera ubbriacatura locale, infine, spiega come e perchè si abbia perduto l’esatta percezione degli avvenimenti a Roma e fa anche supporre la buona fede nei Ministri, che distribuirono medaglie ed onorificenze in numero sbalorditivo e suggerirono al Re questo telegramma, di cui a loro resta tutta la responsabilità:
«Roma, addì 6 giugno 1898 — ore 21,20.