5. Spionaggio obbligatorio. Lasciamo alle fisime della morale o alla poesia dei senza cervello ogni considerazione sull’orrore che desta la spia: limitiamoci ai confronti. Prima si corrompevano, si seducevano, s’incoraggiavano i disgraziati per abbandonarsi al brutto mestiere. Si progredisce colla nuova reazione; e non solo si ricorre alla denunzia anonima come elemento per istruire i processi — come si vedrà più innanzi — ma si arrestano gli onesti cittadini per costringerli a fare la spia: premio la libertà. Caso Gatti in Milano. E dell’esportazione in Isvizzera delle spie che a tempo perso esercitano il mestiere di truffatore, o esercitarono quello di corruttore e di ladro? Informino i casi Santoro, De Benedetti, Mantica, ecc.

6. Libertà del domicilio. Tra i vantaggi attribuiti alla unificazione d’Italia ci fu quella della libertà del domicilio: il cittadino di qualunque regione acquistò il diritto di stabilirsi dovunque più gli torna comodo, purchè vi viva onestamente e vi si procuri stabile lavoro. Fisime. Si arresta l’avvocato Nino Verso Mendola, che da sette anni esercita la professione a Bologna e lo si traduce ammanettato a Riesi suo luogo di nascita. Non si potè imputare alcun reato, nè grande nè piccolo; non si potè trascinarlo nè dinanzi ad un Tribunale militare nè dinanzi ad un Tribunale civile. Non si potè neppure proporlo — parrebbe impossibile, colla larghezza dei criteri adottati — pel domicilio coatto. Il caso Verso Mendola ha non pochi compagni; uno recentissimo: ad uno studente s’impose lo sfratto da Bologna, perchè meridionale; ma gli si consentì il domicilio a Modena.

7. Domicilio coatto. È istituto posseduto esclusivamente dall’Italia. Un consigliere della Corte di Cassazione e Professore illustre di Diritto penale, il deputato Lucchini, assicurò che esso disonora la terra classica del giure. Si credette di avere attenuato il disonore disciplinandolo, facendo precedere l’assegnazione da una larva di processo e da una difesa. Si torna all’antico, peggiorandolo: si arrestano i cittadini durante lo stato d’assedio e si mantengono nelle isole senza processo e senza condanna, anche quando venne tolto lo stato di assedio. Casi Mocchi, Brambilla, Casilli, ecc. Il Casilli, ex deputato al Parlamento, è tanto ricco quanto onesto. Al domicilio coatto, perfezionato, si assegna altra funzione: quella correttiva dei magistrati, che giudicano secondo coscienza, non secondo l’ordine della polizia. Il Magistrato assolve? L’innocente riconosciuto viene assegnato al domicilio, facendolo pentire, forse, di non avere preferita pochi mesi di reclusione a parecchi anni nello scoglio di Tremiti. Caso Podrecca. Il magistrato dà una pena giudicata insufficiente dalla polizia? Si ricorre al domicilio coatto come supplemento di pena. Caso Modigliani. Il domicilio coatto, infine, diviene strumento comodissimo per eliminare i giornalisti non corrotti ed ammazzare i giornali sovversivi. Caso Garzia Cassola.

8. Piccolo Stato di assedio. Il nome e la cosa sono di origine tedesca; li inventò Bismark per combattere il socialismo; ma li ebbe e li adoperò per legge. Di legge, però, non c’è bisogno in Italia, dove gli arresti arbitrarî e in massa, specie alla vigilia di elezioni e di viaggi reali, sono nella tradizione mai smentita del governo. Anche per questi arresti ora c’è la nota che indica il progresso: le retate a centinaia prima si facevano per maggiore sicurezza delle persone reali; ora si fanno a benefizio dei semplici ministri. Oltre duecento cittadini vennero tradotti in domo petri a Palermo per l’arrivo degli on. Masi, Finocchiaro e Fortis. Questo per amore di verità. Questi arresti — e gli arrestati è noto che possono essere frezzati o suicidati — però, assunsero proporzioni gigantesche, al di fuori di ogni legge e di ogni procedura, coll’ultima reazione. Sicchè alla cosa che c’era Don Chisciotte — giornale monarchico come tutti sanno dette il nome. Casi: tutti i giorni e in tutta Italia.

9. Soppressione di giornali. Si spiegava quello dell’Italia del Popolo: era un giornale repubblicano e pubblicavasi in una città dove c’era lo stato di assedio. Pareva enorme quella del Secolo, semplicemente democratico; e vada pure pel Secolo, in grazia dei poteri eccezionali del Regio Commissario! Ciò che si applica pure al Mattino di Napoli, quantunque monarchico — anzi entusiasticamente dinastico. Ma come e perchè soppressi i giornali nel resto d’Italia dove si viveva sotto l’impero della legge comune? La cosa fu tanto bestiale, che la riprovò lo stesso Corriere della Sera, anche dopo che la direzione era stata abbandonata da Torelli Viollier, divenuto troppo liberale pei tempi che correvano. Casi a centinaia e per ogni colore — dal monarchico al repubblicano, dal clericale al socialista.

10. Sequestri. La morte violenta è la soppressione. Non è sempre praticabile, ma quando, per un avanzo di pudore, che non voglio nemmeno chiamare ipocrisia, un giornale inviso non viene ucciso di un colpo, si cerca farlo morire lentamente coi sequestri. D’onde l’orrenda bestemmia, cioè la nuova teoria giuridico costituzionale del Pelloux, sui sequestri senza preoccupazione di processi. I Procuratori del Re non sono stati sordi; e dove lo furono, i Procuratori generali li hanno richiamati al dovere: caso Panighetti — quello del processo Cavallini — e si sono avuti i tardivi sequestri per ordine dei Regi Procuratori di Sondrio e di Como; i sequestri e le condanne per gli articoli lasciati passare a Roma; i sequestri dei fregi o dei segni di lutto che da 28 anni portava liberamente l’Unità Cattolica in Firenze; i sequestri degli scritti di Mazzini, che circolano con altrettanta libertà da cinquant’anni; i sequestri in Milano di uno scritto di Leone Tolstoi che ha sperimentato il regime della Russia del mezzogiorno; i sequestri, infine, contro la prosa sovversiva dell’on. Pelloux, purchè riprodotta sulle colonne dell’Avanti; i sequestri delle sciarade dello stesso giornale; i sequestri dell’Asino per avere messo in burletta una cosa sacra ed inviolabile: gli speroni del generale Pelloux: i sequestri di libri che circolano liberamente nel rivoluzionario impero Germanico, come quello di Kantschy sul Capitale di Marx[25]. I fatti hanno avuto il commento più allegro che si possa immaginare: B. Cirmeni ha fatto sapere al mondo che il Generale Pelloux è pieno di buone intenzioni verso la stampa. E chi ne poteva dubitare? Si sottintende che la benevolenza del Presidente del consiglio si esplica a benefizio di quei giornali che interpretano i suoi pensieri![26].

11. Scioglimenti. Furono sempre incerti i limiti del diritto di associazione; perciò si ebbe un’alterna vicenda di scioglimenti e di ricostituzione di Società dichiarate sovversive. La manìa di colpire quelle esclusivamente economiche era cominciata in Sicilia nel 1894; ma i casi sporadici di allora divennero epidemia spaventevole nel 1898. A migliaia furono sciolte, non solo i circoli socialisti e repubblicani, ma le casse rurali, le cooperative di consumo e di lavoro, generando situazioni giuridicamente strane, a vantaggio di debitori che non sanno più a chi pagare le cambiali; invertendo o sperperando capitali che rappresentano i risparmi sudati dei lavoratori. Dicono che arrivano a circa quattromila questi scioglimenti: rimangono tipici i casi delle Lega dei Ferrovieri, delle Cooperative ferroviarie, dell’Umanitaria, delle Casse rurali. Il criterio dello scioglimento viene esteso ai consigli comunali: sciolto quello di Bruno (Alessandria) perchè sospettato socialista, e destituito il sindaco di Sorso, il sig. Catta, perchè socialista. A quando il ristabilimento del Tribunale della Santissima Inquisizione? Del resto siamo sulla buona: Il Tribunale di Genova, nel processo Festa — il macellaretto — ha assodato che le lettres de chachet e la tortura sono in uso in Italia...

12. Militarizzazione ferroviaria. È il caso dei casi; rappresenta la novità assoluta nell’arbitrio; mercè la quale si prendono tre piccioni con una fava: si privano del diritto di voto migliaia di cittadini, che non avevano saputo esercitarlo votando pei socialisti; si assicura l’ordine colla minaccia permanente del Tribunale di Guerra, anche in tempo di pace — anche quando è cessato l’artificioso stato di guerra creato collo stato di assedio; si consegnano mani e piedi legati gli operai, che perdono qualunque mezzo per migliorare la propria condizione ed a fare rispettare i propri diritti e si mette a disposizione di una società di speculatori un corpo organizzato militarmente dallo Stato. Vilfredo Pareto chiama questa geniale trovata del Generale Afan de Rivera — che vi guadagnò il suo posto di ministro — semplicemente il ristabilimento della schiavitù.[27] Il provvedimento è tanto più iniquo in quanto che un’inchiesta ufficiale, quella presieduta dal Senatore Gagliardo, ha constatato che il Governo e la Magistratura non hanno saputo, voluto o potuto garantire ai ferrovieri quel minimo di diritto, ch’era stato loro assicurato dalle convenzioni ferroviarie del 1885.

13. Concorrenza economica. Lo Stato contro i lavoratori. Messo sulla china di servire ai capitalisti privando i ferrovieri dei mezzi di lottare legalmente colle società, che le sfruttano contro legge — le tante vittorie ottenute dai primi nei Tribunali e nelle Corti di appello, ed annullate spesso dalla Cassazione, ne fanno fede — lo Stato si è sentito trascinato a favorire qualunque piccolo o grande proprietario. C’erano già stati dei saggi di concorrenza nel lavoro, fatto per ordine del governo contro i lavoratori in isciopero; ora si rinunziò ad ogni avanzo di pudore e si disse agli operai, della campagna in ispecie, che lo Stato non solo era pronto a sostituire quelli in isciopero coi suoi soldati; ma che metteva la forza a disposizione dei proprietari costringendo i lavoratori a contentarsi dei salari che i primi generosamente avrebbero voluto loro concedere. Il contegno delle autorità negli scioperi era stato sempre indecentemente ostile agli operai; ma a Molinella si mise da parte ogni rimasuglio di decenza. Ora si minaccia il peggio stando a questo brano di corrispondenza da Ferrara ad un giornale ufficioso: «Lunedì prossimo comincerà la mietitura del frumento, e perchè questa segua il suo corso regolare, il generale Mirri ha opportunamente dislocate le truppe. La cavalleria visiterà con apparizioni improvvise e con marcie notturne tutte le località........»[28]. Ogni commento è assolutamente superfluo. Noto soltanto che c’è un progresso dal 1894 al 1898: allora i latifondisti di Sicilia si limitarono a rompere i così detti patti di Corleone sui contratti agrari; ora la cavalleria presiede alla mietitura...

14. La volontà degli elettori. Non è stata militarizzata perchè è incoercibile; ma si è sulla buona via per neutralizzarla. I metodi elettorali adoperati nel Collegio di Cossato e di Torino — dove il Sottoprefetto presiede le riunioni in favore del candidato del governo — lasciano intendere che da ora in poi le conferenze elettorali devono farle i delegati di pubblica sicurezza, visto che non si lasciano parlare i deputati che non vanno d’accordo col governo. Nè i deputati possono tenersi in comunicazione cogli elettori, come vorrebbe il buon regime parlamentare: si è impedito a De Cristoforis ed a Prampolini di parlare ai loro elettori a Milano ed a Reggio-Emilia. Il disprezzo verso gli elettori, poi, venne ufficialmente proclamato nella lettera che il Generale Pelloux rivolse al Generale Tarditi, quando il collegio di Fossano, non ostante le seduzioni e le violenze di ogni genere, non volle scieglierlo a suo rappresentante. Sanno ormai gli elettori che il capo del governo li considera come spregievoli quando non portano i loro voti sui candidati ufficiali. Si stava meglio sotto il secondo Impero.