A Milano, inoltre, come si disse, dovettero intensamente agire altre cause, perchè Milano è la capitale morale. Che lo sia lo dicono le cifre, che bisogna lasciar parlare. Cominciamo da quelle relative alla base biologica, che con qualche confronto con quelle della maggiore città del mezzogiorno, Napoli, serviranno a fare apprezzare più al giusto la costituzione bio-sociologica della metropoli del Nord e di quella del Sud[102].

L’aumento della popolazione nella capitale della Lombardia, se non è vertiginoso come quello di alcune grandi città dell’Europa settentrionale o degli Stati Uniti, è assai considerevole. Contava 351,941 abitanti nel 1885 ed arrivò a 441 nel 1895. L’aumento fu più rapido tra il 1881 e il 1891 — da 314 a 414 mila abitanti; mentre Napoli nello stesso tempo da 493 salì a 527 mila. In media a Milano l’aumento fu di circa 10,000 abitanti all’anno, mentre a Napoli non arrivò a 3000.

Questa prima ed enorme differenza acquista un significato economico sociale interessantissimo quando si saprà che la natalità di Milano nel 1895 era molto ai disotto di quella media del regno: rispettivamente di 28,21 e di 38,67 per mille abitanti.

Questa natalità arriva alla cifra dei popoli orientali meno avanzati in civiltà in Napoli: nel 1891 di 41,4 nel quartiere S. Lorenzo, dove nel 1881 mantenevasi a 49,8. Questi altri dati, oltre l’influenza esercitata dalla diversità delle condizioni economiche degli abitanti delle due città, danno ragione in parte della differente mortalità: a Milano, per l’igiene, la pulizia e il rinnovamento edilizio, si spendono Lire 1318,80 per 100 abitanti; a Napoli si arriva a poco più della metà, a L. 693.85.

L’aumento della popolazione, dunque, a Milano, come nelle altre città civili, non è determinato da forte natalità, ma dalla sua minore mortalità ridotta a 24,52 nel 1895 colla media del regno di circa 26 e di Napoli, che mantenevasi a 30,6 nel 1893. L’aumento dovuto alla minore mortalità viene accresciuto dalla immigrazione, che fu di 10,511 nel 1885 e discese a 9545 nel 1895; inversamente l’emigrazione tra gli stessi anni salì da 2944 a 3194. Queste ultime cifre sono interessantissime, perchè dimostrano: 1º la quantità considerevole di persone nate fuori di Milano, che nella ricca città vanno a prendere dimora; 2º che il movimento ascenzionale della prosperità, a giudicarne dalla diminuita immigrazione e dall’aumentata emigrazione, aveva già cominciato a subire un arresto nel 1895.

Occorrerebbe una speciale monografia per illustrare la vita economica industriale di Milano, che non è uguagliata da quella di verun’altra città italiana; vi sarà agio di accennarvi un poco più in là, e qui basta ricordare che la Cassa di Risparmio costituisce l’indice migliore della ricchezza della Lombardia. Gli ottocento milioni all’incirca di depositi e risparmi della Lombardia rappresentano oltre due terzi del totale spettante alle provincie meridionali come si è visto in uno dei capitoli precedenti.

La superiorità di Milano è indiscutibile e considerevole dal punto di vista intellettuale e morale. Milano spende L. 655,20 per istruzione e L. 1,23 per culto ogni 100 abitanti; Napoli invece presenta queste cifre: L. 354 e L. 19,67. Alle due spese corrispondono rigorosamente i dati dell’analfabetismo e quei della superstizione, dimostrabili colla statistica per la prima parte e riconoscibili soltanto dalla cronaca per la seconda. A Milano, infatti, su 100 sposi, un poco più di 16 non sanno sottoscrivere; più di 50 a Napoli. Quasi tutti i ragazzi che hanno l’obbligo della scuola — 96 su 100 — la frequentarono in Lombardia negli anni 1894-95; arrivarono a 63 nella Campania. Aggiungasi che mancarono qui tutte, o quasi, le scuole e le istituzioni complementari, che rendono meno illusoria l’istruzione obbligatoria.

In perfetta armonia coi dati economici e morali sono quelli morali come si può rilevare da questo specchietto che si riferisce al triennio 1893-95. Per 100,000 abitanti:

Milano Napoli
Reati d’ogni specie denunziati 1316 3984
Contro il buon costume 10,48 40,54
Omicidi 3,02 28,35
Lesioni violente 101,61 511,30
Reati contro proprietà 352,97 498,25

Milano supera tutto il mezzogiorno nel numero delle nascite illegittime (10,2 per 100 nascite); ma si sa che questo è l’indice meno significante della moralità pubblica; tanto che Torino, la quale nell’insieme sta innanzi a Milano per la istruzione e pei reati, la supera nelle quote degli illegittimi, con 14,1. Milano anche in uno degli elementi più dolorosi, si rivela a livello delle regioni più colte di Europa: nel 1895 ebbe 90 suicidi; non furono che 53 a Napoli, con circa 90 mila abitanti in più.