[36]. Walter Mocchi: La cosa giudicata. Nella Rivista popolare. Anno IV, N. 8. Francesco Giarelli nel Caffaro di Genova ha confermato la narrazione di Mocchi. L’uno e l’altro assistettero alle udienze del Tribunale di Napoli.
[37]. Il caso della Marone ha sollevato un grido d’indignazione nella stampa di ogni colore, anche devota alle istituzioni (Tribuna, Don Chisciotte, Mattino, Roma, Corriere de Napoli, ecc.). Ma quanti altri più enormi non ve ne sono?
[38]. Il Corriere della Sera (N. 127 del 1898) con profetica incoscienza scriveva, prima che incominciassero i processi:
«Alessandro Manzoni, dall’alto del suo piedestallo a San Fedele, pareva guardasse tutto quel tramestìo con aria mesta e dicesse: È in questo modo che i Milanesi hanno pensato di commemorare il venticinquesimo anniversario della mia morte?»
E chi guardava il Manzoni, pensava che il mondo più cambia e più è la stessa cosa; perchè i subbugli di questi giorni egli li aveva già descritti nel suo romanzo, sino nelle più minute circostanze; perchè di ogni arrestato un po’ conosciuto dice quello che il mercante bergamasco diceva di Renzo: «Si sa di sicuro che le lettere son rimaste in mano della giustizia, e che c’è descritta tutta la cabala; e si dice che vi anderà di mezzo molta gente».
Oh! se c’è andata di mezzo molta gente! I tempi di Renzo Tramaglino impallidiscono rispetto a quelli nostri.
[39]. Per la verità. Appunti sullo Stato di assedio a Firenze del Comm. *** Firenze — Settembre 1898, pag. 75.
[40]. Va rilevato con particolarità il linguaggio della Perseveranza, perchè esso rispecchia il pensiero della frazione del partito conservatore lombardo, che ha in mano il Municipio di Milano ed altre importanti istituzioni locali e che, pur troppo! esercitò poderosa influenza sulle dissennate misure del governo centrale.
[41]. È bene che si abbia un’idea dei reati attribuiti dalla questura nei suoi rapporti e nelle deposizioni dei suoi rappresentanti e delle prove addotte contro i repubblicani e contro i socialisti. Nel rapporto della Questura si ascrive a colpa del partito repubblicano la chiesta abolizione del dazio sulle farine e la diminuzione delle spese militari... (Povero Czar se capiti tra le unghie del Questore Minozzi!) Sempre secondo la Questura il partito socialista commise queste scelleratezze: fece propaganda, ricevette aiuto dallo straniero... negli scioperi organizzò associazioni... di arti e mestieri e leghe di resistenza, portò suoi candidati anche nei collegi nei quali non avevano probabilità di riuscire.... Alla Koulicioff — questa iniqua che volle sfuggire la galera russa per assaporare le delizie della reclusione italiana — si rimproverarono le conferenze sul miglioramento igienico ed economico delle donne. Tutti questi reati e queste prove furono trasportati di sana pianta negli atti di accusa e nelle requisitorie dell’avvocato fiscale che il 21 Giugno affermava avere raggiunta la prova di una organizzazione solida e completa. Nell’atto di accusa contro i giornalisti, il Bacci, che non trovò modo di far condannare il Barattieri, affermò che Milano era stata scelta come centro della rivoluzione poichè per la sua posizione geografica poteva più facilmente isolarsi dal rimanente del regno onde impedire l’arrivo di altra truppa.... perchè quivi più sollecito sarebbe stato il soccorso già preparato ed organizzato dei fuorusciti italiani residenti in Isvizzera. Disse che i tumulti furono fatti sorgere nei piccoli centri allo scopo di attrarvi le truppe, sguarnire le città e tentarvi un colpo di mano. Concludeva che tutti i moti d’Italia non furono che la conseguenza di una lunga preparazione diretta all’unico scopo di mutare gli ordini politico-sociali.... Queste temerarie affermazioni che fruttarono secoli di galera, non meritano l’onore della discussione. Fanno fede della ignoranza fenomenale degli avvocati fiscali. Oh! se aveva ragione il senatore Siacci ad invocare la riforma dei Tribunali militari! Ciò s’impone nell’interesse dello stesso esercito.
[42]. Carlo Romussi, dal cellulare di Milano, il 22 Agosto 1898 diresse una nobile lettera all’Associazione fra i giornalisti lombardi e ponevale questi tre quesiti: