[63]. Queste cifre Il Commercio italiano di Roma (14 Agosto 1898) le ha tolte dall’ultimo Annuario statistico.

[64]. La finanza e la questione sociale. Torino, Fratelli Bocca 1897, p. 93, Nota 1. Pel Delivet il reddito annuo sarebbe maggiore di L. 223,11 per ogni abitante dedotte le spese militari, mentre sarebbe di L. 802 per un inglese. Calcolando che pel mantenimento normale occorre la metà del reddito dell’Inglese, l’Italiano per avere un mantenimento normale si trova con un deficit di L. 97,75: deficit superato soltanto da quello dello Spagnuolo e del Russo.

[65]. Cifre e confronti sono tolti dal libro di Fioretti: Pane, ecc.; dall’altro pregievolissimo di C. A. Conigliani: La riforma delle leggi sui tributi locali. Modena 1898; dalla prolusione al corso di Scienza della finanza sul Nostro sistema tributario letta nell’Università di Genova il 6 Dicembre 1897 e dall’articolo del De Viti De Marco: Le recenti sommosse in Italia — Cause e riforme (Nel Giornale degli Economisti, Giugno 1898).

[66]. De Viti De Marco: Cronaca del Giornale degli Economisti. Maggio 1898. Conigliani: Op. cit., p. 7 e 72.

[67]. G. Colombo: Le industrie meccaniche italiane all’Esposizione di Torino, Nuova Antologia; 1.º Ottobre 1898. I fasti nefasti del fiscalismo italiano sono noti e superano quelli della decadenza dell’Impero Romano. Il deputato Farinet — un conservatore di quattro cotte — ne ha narrato alcuni edificanti nella Stampa di Torino. Come deputato ho avuto conoscenza di molti altri inauditi, e devo aggiungere che spesso una correzione totale o parziale di certe enormità la trovai nell’amministrazione centrale, che s’inspira ad una certa equità. La correzione non si ha, però, che coll’intervento di qualche deputato; ma si sa che i più miseri e i più sacrificati non sempre riescono ad ottenere l’appoggio di un deputato.

[68]. I dati su queste espropriazioni fanno lagrimare in Sardegna. Quelli sopra Fonni, Bolotana, Lei, Orani, Oniferi, Orotelli, Ottana, Sarulea (provincia di Sassari) fanno spavento. Si leggano nella Nuova Sardegna di Sassari del 2 Luglio e 17 Agosto. Negli Avvenimenti di Sicilia dimostrai che dove era stato minore il numero delle espropriazioni era stato mantenuto l’ordine nel 1893.

[69]. La rivista popolare (30 ottobre 1897) nell’articolo: Le proteste dei contribuenti a proposito dei precedenti fatti di Piazza Navona in Roma, rilevò pure che i piccoli centri erano più gravati della ricchezza mobile che le grandi città; aggiunse che i piccoli centri non contano nella vita politica e subiscono le conseguenze delle follie dei politicians delle grandi città.

[70]. Il Fioretti afferma che il sistema tributario italiano s’inspira alle teorie di George; e tra queste e quelle di Sella trova molta analogia anche dal punto di vista teorico.

[71]. Le espropriazioni per cause d’imposta nel periodo 1884-1895 furono: 48, 47 per 100,000 abitanti nel mezzogiorno; 11,78 nell’Italia centrale; 6,90 nella settentrionale. Inversamente e logicamente al 31 Dicembre 1893 nell’Italia settentrionale con 13.630,904 abitanti c’era ora un miliardo quattrocento novantotto milioni di risparmio; nella meridionale con 11,668,273 abit. non arrivava che a L. 284,172,606! La Sicilia con 3,444,394 abitanti aveva risparmi per Lire 62,752,241; la Lombardia con 4,007,561 abitanti ne aveva per settecento settantuno milioni.

[72]. L’on. Colombo, nel citato articolo, riconosce questa maggiore prosperità del settentrione. Come non si avvede dunque, ch’è ingiusta la legge sulla perequazione fondiaria, che aggraverà ancora la mano sulle provincie del mezzogiorno?