[73]. In pochi anni nella sola Basilicata dove i socialisti e i repubblicani si contano sulla punta delle dita vi furono cinque gravi sommosse con morti e feriti numerosi, con assalti in regola alla Caserma dei Carabinieri e alle case Municipali: a Bernalda nel 1888, a Forenza nel 1890, a Palazzo nel 1892, a Montescaglioso nel 1897 e a Picerno in Novembre 1898. Altre sommosse avvennero in giugno e luglio 1898 in alcuni comuni del Napoletano, non ostante la recentissima sanguinosa repressione generale.
[74]. Una buona osservazione del Fioretti: L’antico motto dividi ed impera dalla fiscalità italiana si è tradotto nel principio: dividi e tassa. Si fanno approvare le tasse aristocratiche (le dirette) col concorso dei democratici; e si grava la mano sui poveri (imposte indirette) colla influenza degli aristocratici. Il Fisco accetta con uguale compiacimento le imposte aristocratiche e le democratiche e infin dei conti socialisti e conservatori restano ugualmente beffati.... e tassati (op. cit. p. 18). Il libro di Conigliani è tutta una tremenda requisitoria contro il nostro sistema tributario dal punto di vista economico, politico e morale.
[75]. Osservatore Cattolico del 6-7 Maggio 1898.
[76]. Il Corriere della Sera di Milano nel Numero del 19 Maggio 1898 commentando i discorsi e i voti cennati così li riassume: «In complesso gli oratori della Costituzionale hanno riconosciuto che i partiti dominanti, le classi dirigenti, hanno molta responsabilità ne’ disordini avvenuti in tante parti d’Italia. Nè fucili, nè cannoni, per quanto numerosi e pronti a sparare, potrebbero garantire l’ordine in avvenire, se quei partiti o quelle classi non avessero la coscienza di questa verità».
[77]. Loria: Les bases economiques de la costitution social. Paris; Lombroso e Laschi: Il delitto politico e le rivoluzioni. Torino. Fratelli Bocca 1890. Questi ultimi considerano le sommosse, le rivolte, ecc., come fenomeni patologici; la rivoluzione sarebbe una esplosione fisiologica. Ma siccome le prime prepararono sempre le rivoluzioni con queste analogie tra la storia e la biologia — si riesce a questa strana conclusione: le condizioni patologiche preparano la condizione fisiologica!
[78]. Un busto è stato inaugurato testè in Genova alla memoria dei fratelli Ruffini; lapidi e busti ricordano Vochieri ed altre vittime delle insurrezioni contro la dinastia dei Savoia. È tutta un’apoteosi della lotta contro Casa Savoja, la storia dettagliata e documentata che Giovanni Faldella, oggi senatore del Regno, ha consacrato alla Giovine Italia e ai fratelli Ruffini.
[79]. La sommossa di Milano, pag. 26 e 27. L’apologia della rivoluzione fatta da Crispi tante volte, fu rifatta in modo più solenne il 12 Gennaio 1898 in Palermo. L’on. Rosano, ex sottosegretario agli interni, glorificò nello stesso anno l’insurrezione del 15 Maggio 1848 in Napoli.
[80]. Un temperato e coltissimo scrittore, il Nitti, accennando alle lodi prodigate all’esercito in occasione delle ultime repressioni, esce in questa sanguinosa ed amara considerazione a proposito della circolare diramata dal Generale Afan de Rivera assumendo il portafoglio della guerra: «Adottare leggi di eccezione può essere una necessità che s’imponga a noi tutti in momenti dolorosi; ma non mai causa di allegrezza; nè i provvedimenti di rigore chiameremo mai atti di genialità. In altri tempi, quando l’onor. Afan de Rivera imparava nell’esercito borbonico i principî che ora esplica, un generale italiano, glorioso per battaglie vere, Enrico Cialdini, all’indomani di una vittoria contro le truppe del Borbone, invitava gli ufficiali ad una messa solenne: non già per rallegrarsi, egli diceva, poichè la vittoria era stata ottenuta contro altri italiani, ma per commemorare insieme i defunti d’ambo le parti». (Le sommosse dell’ieri e le repressioni dell’oggi. Nella Riforma Sociale di Torino. Giugno 1898).
[81]. Sin dal 1883 nel libro sulle Istituzioni municipali dimostrai il grande marcio e i pericoli che si annidarono nei Comuni e nella Provincia; da allora ad oggi chi sa dire di quanto si siano aggravati i mali?
[82]. Per la parte che in Sicilia nel 1893-94 rappresentarono i partiti locali — apolitici benchè mascherantisi da socialisti o altro — si legga il mio libro: Gli avvenimenti di Sicilia, ecc., e gli scritti del Deputato Di San Giuliano e del Senatore Pasquale Villari.