— Veramente, trattandosi di anima, il sesso non dovrebbe contare e non capisco, se non facendo un'offesa agli uomini, perchè la donna abbia maggior obbligo di credere che non essi.
— È pur naturale, certe anormalità alle donne non stanno bene....
— Come i cappelli di feltro allora? Ed è per ciò che se ne astengono? Per ciò?
La voce di Anna tremava; una grande amarezza le piegava gli angoli della bocca. Il fantasma dello sconosciuto era là, davanti a lei; le stesse idee, lo stesso modo di giudicare, lo stesso concetto delle convenienze umane, quasi le stesse parole risorgevano: “La felicità della donna non può fondarsi che in una grande normalità di condotta e di ambiente„. In quell'istante Elvira le parve così odiosa che per frenarsi dovette fingere di cercare qualche cosa intorno a sè.
Elvira intanto piegava il suo ricamo, attenta, ponendovi nel mezzo un foglio di carta velina; le sue palpebre sbattevano impercettibilmente sulla pupilla immobile e le labbra semiaperte toglievano ogni intellettualità alla sua fisionomia.
Anna, che avrebbe voluto non guardarla, era invincibilmente attratta a scrutare in quel volto l'altro essere che ne prendeva possesso quando la curiosità o la vanità femminile rallentando la tensione dello sforzo lasciava emergere la piccola animuccia volgare che stava in fondo. Ed ella vedeva chiaramente un uomo serio e metodico, chino a suggellare una lettera, il volto regolare, la tenuta irreprensibile, passando la mano densa e forte sulla fronte nitida....
— Buon riposo — disse Elvira porgendo la guancia al bacio della sorella.
— Buon riposo — rispose Anna sfiorandola appena e con sì manifesta riluttanza che si impose di seguirla per alcuni passi finchè trovò la forza di soggiungere — Dormi bene. — E ancora, quando fu presso a scomparire, le gridò dietro — A rivederci domani.
Questa specie di penitenza che si decretava da sè stessa tutte le volte che l'antipatia l'aveva spinta ad un atto meno che affettuoso, la faceva però soffrire orribilmente. Quando fu sola si lasciò cadere sopra una sedia, scoraggiata. Da tanti anni che durava la lotta non aveva guadagnato un sol punto. Il vecchio scettico aveva detto quella sera stessa: “La fede sta in alto al pari dell'amore. Molti credono di potervi giungere perchè tenendo i piedi nella mota gridano: Ti vedo! Ti vedo! ma la loro voce non è che un suono vano„.
Egli aveva paragonato la fede all'amore?... Anna non aveva pensato mai all'amore. Certo non amava sua sorella; tutti gli sforzi che faceva per raggiungere questo scopo non servivano che a dimostrargliene sempre meglio la impossibilità. Chi avrebbe dunque amato? Il ricordo di suo padre la occupava tanto che sembrava non dovesse restare nessun posto per altri. Non poteva nemmeno supporre che uno dei pochi giovinotti che ella conosceva venisse un bel mattino a chiederle la mano di sposa; meno ancora che ella potesse accettare. Temperamento d'eccezione, iniziata di buon'ora ai godimenti intellettuali, nessuna delle solite impazienze femminili aveva turbata la sua forte e casta gioventù. Gli anni maturavano la bellezza del suo corpo conservandole il carattere verginale di fiore ed ella sembrava compiacersi in questa purità d'elezione e se ne appagava.