— Fu in questa cara vecchia casa che nacque veramente, ma fu nelle chiese che maturò la mia vocazione per l'arte. In una piccola chiesa, qui, vicino a noi, ho provato le estasi più squisite.

— Il Monastero Maggiore?

— Appunto. Ha mai osservato lei quel rettangolo di vetro color viola, dietro l'altare? Sì, nevvero? Sopra la finestra per la quale dalla sacristia si confessavano un tempo le monache? È strano come le gradazioni di quel colore in tutte le ore del giorno, in tutte le stagioni dell'anno, io le abbia davanti agli occhi sempre; talvolta tragiche qual macchia sanguigna, talvolta ardenti e cupe, talvolta raggianti di luce mistica, celestiale. È questa l'aureola in cui per molto tempo ondeggiarono tutte le mie visioni d'arte e di amore.

All'ultima parola Anna arrossì in un modo così violento e ingiustificabile che si passò una mano sul volto per nascondersi.

— La annoio?...

— Come mai può pensarlo? Ho sempre avuto anch'io una grande preferenza per quella chiesa; vi trovo un fascino raccolto e misterioso. Lei forse saprà trovarvi altra cosa, delle ragioni artistiche che ignoro.

— Ma no. Ero un fanciullo quando incominciai a frequentarla. Essa ha davvero quel fascino indistinto che lei dice e che emana dalle opere d'arte a guisa di una bellezza incorporea, più sentita che ragionata. È per questo che tutti le possono ammirare. L'opera d'arte non ha duopo di spiegazioni: deve apparire in mezzo alle turbe nella stessa guisa di un raggio. Chi ha occhi lo vede.

Tacquero alcuni istanti, avvinti dalla profonda simpatia delle loro anime, per cui anche nel silenzio provavano l'impressione di continuare a parlarsi. Anna trasalì quando Flavio di lì a non molto disse:

— Fu in quelle soavi figure del Luini che cercai le prime forme femminili.

Ella pensava precisamente a ciò e non rispose. Una figura dell'ultima cappella a destra le venne repentinamente innanzi nell'abbandono della persona florida, nella veste discinta che scopriva le ricchezze del seno, e come prima, arrossì, presa da un turbamento che in lei non era affatto solito.