— Ma non riuscii mai a fissarmi in nessuna. Esercitavano tutte insieme una dolce eccitazione nel mio essere, piuttosto come sogno di un desiderio, che come desiderio concreto.

Anna continuava a tacere; pure il suo silenzio aveva un sommesso ardore che non permetteva alla parola del giovane di morire. Egli sentiva che ella era appoggiata a lui, stretta al suo cuore, devota a' suoi pensieri ed a' suoi ideali. Momento divino per il suo orgoglio d'uomo, sentiva di dominarla incondizionatamente. Ma l'uomo era quasi un fanciullo, le sue sensazioni adombrate ancora di pudore, se non di mistero, e la gioia inconscia del dominio prendeva nella sua mente un'attitudine ingenua che ne scemava la portata.

— Lontano, lontano, lontano vanno le memorie! — mormorò Flavio. — Non è lei la piccola fata che io vedevo scendere, salire, nascondersi negli ampi cortinaggi cremisi che ornavano il salotto di mio zio vescovo? Lei sa pure che ebbi uno zio vescovo, che i parenti volevano farmi percorrere la carriera ecclesiastica?... Prima di essere laureato professore fui unto prete.

Un malinconico, un dolce, un buon sorriso di chi ha già perdonato sfiorò le labbra di Flavio.

— È per questo — soggiunse Anna nello stesso tono di malinconia dolce — che ama le chiese.

— E gli angeli.

Flavio aveva pronunciato questa parola angeli senza saperne il perchè; ma il blando suono della parola stessa lo commosse.

— Angeli o fate che fossero, femminili visioni mi apparivano nelle pieghe del damasco antico. Ero così piccino allora, così mingherlino, che penetravo in qualsiasi cantuccio, ed accoccolarmi per terra dietro le tende era una delle mie grandi gioie. L'ondeggiamento della seta mi faceva pensare a gonne misteriose, a fruscii d'ali.... Oh! certe sensazioni dell'infanzia come tornano.

Non disse a proposito di che gli tornavano ora quelle sensazioni. Si alzò in piedi, mosse alcuni passi e riprendendo il suo posto vicino ad Anna, la voluttà delle confidenze lo riprese:

— Ricordo una cugina, grande; era maritata; non so di che età, ma giovane o almeno mi sembrava tale; una mite creatura che vedevo raramente in casa del vescovo e mai altrove; aveva i capelli neri neri, pettinati lisci intorno alla fronte bianchissima. Mi voleva bene, mi proteggeva; quando mi sgridavano troppo (perchè io fui sempre sgridato in tutta la mia vita) mi attirava a sè e mi nascondeva la faccia nel suo grembo.