Ebbe una pausa. Si guardò in giro, guardò l'abito di Anna, parve cercare una parola.

— Come si chiama quella stoffa morbida, che non è seta, non è cotone, non è lana?... Mia cugina aveva un abito così, morbido, cadente con pieghe floscie.... Filugello?

— Non so che si facciano abiti di filugello: dovrebbero essere ruvidi — disse Anna.

— Mi sbaglierò dunque; non sarà filugello; infine non importa. So che era morbido e fresco, e siccome ella mi teneva contro i suoi ginocchi finchè avessi cessato di piangere, piangevo qualche volta un po' più a lungo per sentire contro il volto l'abito di mia cugina.

Anna tentò di sorridere, pure avvertendo una certa contraddizione con un sentimento ben più intimo e profondo che l'andava martoriando da qualche istante.

— È molto tempo che siam qui — disse alzandosi.

— Sì? — fece Flavio con sincera meraviglia.

Ed Anna allora completò più francamente il sorriso.

Un chiaro sole della fine di marzo raggiava nella vecchia casa traendone effetti di luce inaspettati, bagliori civettuoli di gemma sul capo di donna matura che non ha perduta tutta la sua bellezza; così gli embrici rosseggiavano, asciutti e lucenti, nell'aria fatta trasparente per la grande purezza e, digradando ora chiari ora scuri sul pendìo, interrompevano colla nota sorridente della loro fioritura rosata la bianchezza grigiastra dei muri. Il terrazzo, ornato appena di qualche semprevivo e di qualche impaziente tralcio di glicine che incominciava a inturgidire, scopriva per intero l'ampia balaustra barocca dentro ai cui riccioloni il sole giocava a rimpiatterello, guizzando sui rigonfi lucenti, internandosi nelle avvallature dove la patina di un bruno verdastro riluceva sotto ai suoi raggi con una marezzatura calda di bronzo.

Flavio contemplava tutto ciò dalla finestra della sua camera, ebbro della primavera che gli entrava per gli occhi a incontrare la primavera del suo cuore, avendo uno sguardo simpatico anche per il portinaio che girava silenzioso nel cortile a tendere i fili alla glicine, anche per il balconcino del vecchio pensionato dove spenzolava uno scialle di flanella a scacchi bianchi e neri. E non gli erano ugualmente cari gli orti che circondavano la casa, turgidi già per le sementi che gonfiavano la terra, velati qua e là da una nivea cortina di mandorli in fiore? tutto, fino al muro lontano del convento, fino ai due o tre comignoli che chiudevano l'orizzonte? Quale linea gli era ignota? Quale punto o quale colore era sfuggito al suo occhio perspicace ed amante? Egli rivedeva ora ogni oggetto con criterio maturato, con una più larga intelligenza del bello; si inteneriva a pensare la sua adolescenza trascorsa tutta lì, in quella che egli considerava ampiamente la sua casa, che racchiudeva tutte le sue memorie, i suoi dolori, le sue lotte, le sue speranze, le sue rare ma profonde gioie.