La commozione impediva ad Anna di formulare nessuna parola. Forse ella pensava, come aveva detto una volta Flavio, che occorresse un aggettivo più complesso, più misterioso, sopratutto più profondo. Che dire quando il sangue sembra congelarsi nelle vene adducendo sulla pelle un brivido di ignoto terrore? No, a nessun patto ella avrebbe pronunciata la comune, la limitata parola, sotto l'impressione che le dava l'opera d'arte sfolgorante.
Elvira, indispettita che le sue intenzioni gentili non fossero state meglio accolte, si allontanò di alcuni passi fingendo di rintracciare un suo ricamo attraverso il momentaneo disordine che il quadro aveva occasionato.
— È così che lo immaginava? — mormorò Flavio pianissimo accostandosi ad Anna.
La giovane donna trasalì alla voce di Flavio e come tratta da un sogno rispose senza guardarlo:
— Io non avevo immaginato nulla, ma mi pare che non potrebbe essere in modo diverso di così.
— Non ha dunque alcuna osservazione a farmi?
— No.
— Non posso presumere tuttavia che sia perfetto? — insinuò Flavio sorridendo.
— Non so — disse Anna seria. — La perfezione, quando esce dai limiti del desiderio e si concretizza in date forme, può prestarsi ad una disamina direi quasi matematica che è ben lungi dal mio pensiero. Non mi chieda ciò che non posso dare. Mi guardi piuttosto.
Il bel viso pallido e un po' patito si rivolse a Flavio con una tale luminosità di espressione che egli si sentì venire le lagrime agli occhi. La medesima malinconia che lo aveva assalito quel mattino, vedendo dalla finestra la sfiorente bellezza della sua amica, gli dava anche allora un tormentoso ardore di bene vicino e inafferrabile. Avrebbe voluto gettarsi a' suoi ginocchi, baciarle le mani, piangere disperatamente per un dolore che non conosceva ancora, ma che presentiva nella sua sensibilità acuta di nevrastenico. Entrambi, senza dire più nulla, tornarono a figgere gli occhi nel quadro dove la suggestione, che colpiva fin dal primo sguardo, si faceva sempre più intensa all'esame. Quell'adolescente che in una camera buia aspetta mentre presta l'orecchio ad un fruscio che lui solo ode, mentre spalanca le pupille sui bagliori della luce che si avvicina e il silenzio e l'indifferenza che lo circondano, mentre nell'espressione del suo volto fremono tutte le impazienze della vita, rispondeva bene al grido trionfante che l'arte sa sprigionare dalla rozza materia quando l'artista è riuscito a stringere nelle sue mani un cuore.