— Giorno più, giorno meno, non importa, — disse Anna in tono conciliativo. — Andremo dopodomani.
Parlarono un po' di tempo di boschi, di montagne, di sentieri ombrosi, di escursioni da farsi tutti e tre insieme, perchè Flavio doveva andare a trovarle. Elvira se lo fece promettere ripetutamente. A poco a poco però l'ardore del conversare le venne meno, il corpo le si piegava spossato, affranto.
— Vieni a letto, — le disse ancora Anna. — Vieni!
Questa volta non oppose resistenza. Si accommiatò da Flavio gettandogli uno sguardo umido e ardente e sorretta dalla sorella si trascinò fino alla sua cameretta attigua alla camera di Anna.
Non aveva nemmeno più la forza di spogliarsi. Anna dovette slacciarla, ritirarle gli abiti ad uno ad uno, coricarla al pari di una bambina. Era la prima volta che Anna si trovava in un contatto immediato con Elvira e per quanto una pietà gentile le consigliasse quell'aiuto non poteva vincere in se stessa il ribrezzo della di lei carne. Perfino dalle vesti di lei, ammucchiate sul tappeto, saliva alla sua sensibilità irritata un'impressione di nausea che la faceva soffrire nell'intimo delle viscere, per cui sollevò rapidamente il cumulo della biancheria ricacciandola in fondo della camera.
— Brucio, — diceva Elvira, e questa parola ripetuta ad intervalli con voce fioca era la sola che ella ormai pronunciasse.
Anna propose di non affrontare la notte senza udire il consiglio del medico.
— Sì, sì, — rispose Elvira, — chiamalo e che mi faccia guarire presto!
Durante l'aspettativa si assopì lievemente. Anna, che la vide chiudere le palpebre, allontanò il lume perchè potesse riposare e oppressa ella stessa dalle fatiche della giornata, si appoggiò al davanzale della finestra respirando l'aria a larghe ondate.
“Non sarà nulla certamente„, pensava sprofondando le pupille nel vuoto oscuro. “Un po' di stanchezza, l'afa di oggi, la commozione.... Era vera commozione? Ma perchè? Lo aveva ella amato fin da piccino? Lo aveva protetto quando gli altri lo deridevano? Aveva ascoltate le prime voci di quell'anima così tenera e così sensibile? Si era fatta il suo pensiero e la sua coscienza?... O non lo aveva invece sempre deriso e disprezzato? Perchè dunque sarebbe commossa lei? Perchè?„