Egli stette in silenzio, meditando, con un baffo chiuso fra l'indice e il pollice. Sembrava aver dimenticato dove si trovasse ed io mi guardavo bene dal disturbarlo perchè sentivo che anche senza parole la sua compagnia era preziosa.

Finalmente disse:

—Vi porterò io qualche libro.

Si alzò per partire.

—Non state più tanto tempo senza lasciarvi vedere, ve ne prego.

—Dipenderà dal caos in cui mi sono cacciato. Vi immaginate voi ch'io possa fare le cose a mezzo? La Querciaia è da rifare e bisogna rifarla. In questi paesi non si hanno gli operai che si vogliono e in molte faccende conviene ingegnarsi da sè. Conoscete un buon falegname, per esempio?

Discorrendo lo avevo accompagnato fino all'uscio. Una ondata di sole entrò dalla porta aperta e Alessio si pose a battere le mani.

—La primavera è venuta—disse Lui—non fiorisce ancora il vostro giardino?

—Oh! appena qualche giacinto. Andiamo a vedere.

Discendemmo lo scalone tutti e tre e quando fummo nel viale mio cugino si fermò a guardare il giardino ancora brullo ma colle aiuole già smosse, preparate per la seminagione.