—Sì, che ha fatto un cattivo matrimonio. Sua moglie si è comportata molto male con noi. È una donna ambiziosa e invidiosa; fa apposta a venire nella nostra chiesa alla domenica per umiliarci e per costringerci a cederle il banco che….

—Di grazia, lasciamo queste volgarità. Cara cugina, nè a me nè a voi non devono interessare affatto. Vi pare?

Arrossii a queste parole, rammentando quante volte avevo tenuto quel discorso con Orsola. Egli ebbe il buon gusto di non accorgersene e gliene fui immensamente grata.

Poi incominciò a parlare de' suoi viaggi. Siccome io ne presi occasione per deplorare la mia vita solitaria dicendo che nei viaggi si imparano molte cose, Egli soggiunse:

—Le sole cose necessarie a sapersi si possono imparare in qualunque solitudine. I viaggi aggiungono certamente qualche dote allo spirito ma non è l'importante. L'importante è sempre dentro di noi.

Anche questo mi sorprese. Io non mi sarei mai immaginata che un uomo della buona società osasse contraddire così apertamente una signora alla sua prima visita.

—Resterete per un po' di tempo alla Querciaia?

—Per molto tempo. Potrò anche stabilirmivi se per esempio trovassi una donna ideale, una moglie degna di me.

Spalancai gli occhi senza dir nulla, ed Egli soggiunse con quel suo sorriso che rendeva dolce qualsiasi parola, come se vi gettasse sopra una luce:

—Vi sembro orgoglioso? ma bisogna essere orgogliosi, è il principio di tutte le virtù.