—Ho sempre inteso dire il contrario. È l'umiltà che è virtù.
—Errore, errore.
Si accorse di avermi scandalizzata e disse subito:
—Noi dobbiamo almeno conoscere le nostre forze, di questo converrete; sopratutto quando si tratta di scegliere il compagno o la compagna della intera vita. Vi sembra bella l'umiltà che ci fa accettare un essere indegno di noi, nostro inferiore, che ci darà dei figli dei quali forse dovremo arrossire?
Guardai con angoscia il mio Alessio, tanto bello e tanto buono. Il piccolo amore, essendosi accorto del mio sguardo pieno di tenerezza e di terrore, mi tese i suoi braccini ed io me lo strinsi al seno con un impeto straordinario.
—È carino questo fanciullo—disse Egli posandogli una mano sulla testa—ma ecco che i vostri occhi scintillano di orgoglio materno; cara cugina, non avete paura di far peccato?
Avevo voglia di ridere e di piangere insieme. Mi sentivo un gruppo alla gola e un formicolio nelle vene, come se vi si fosse infiltrato un licore nuovo.
—Del resto—mormorò crollando il capo, quasi rispondendo a un invisibile interlocutore—è naturale che sia così.
—Voi dovete giudicarmi molto sciocca e molto semplice.
—Semplice sì, sciocca no.