—Arrivederci—mormorai con infinito dolore e tenerezza insieme.
—Sì, arrivederci.
Pentito di questa parola che gli parve troppo dolce soggiunse:
—Non sarà tanto presto.
Restai agitata per tutto il giorno in preda a una folla di sentimenti contradditorî. La mia immaginazione fatta all'improvviso veggente lo seguiva nel padiglione abitato dalle due straniere; scorgeva la madre abbattuta nel suo letto; la figlia desolata, smarrita—e Lui dividersi fra l'una e l'altra. Oh! certo, esse dovevano amarlo. Una stretta al cuore mi avvertiva che il sacrificio non era ancora consumato, che avrei dovuto spargere ancora molte lagrime segrete e soffocare molti desideri ribelli.
L'indomani mandai Pietro a chiedere nuove dell'inferma. Stava male. Allora ci unimmo tutti, io, Pietro, Orsola e il mio piccolo Alessio e recitammo la preghiera degli agonizzanti. Quando l'ebbimo finita io dissi: Preghiamo ancora perchè questa madre, se Dio lo permette, sia conservata alla sua creatura.
L'Orsola mi si fece accanto e accostando al mio orecchio le labbra tremanti sussurrò:
—Sarai benedetta, Myriam.
—Oh! perchè?—feci io turbata, sentendomi salire al volto un rossore improvviso.
La mia buona vecchia non rispose, e siccome la vidi chinare la fronte sulle palme congiunte pensai ch'ella pregasse per me.