—Ah! voi…
Qualcuna delle ore che ci stavano ascoltando dovette fremere nel suo involucro di larva; mi parve che un velo sbattesse nell'aria; mi sentivo presa da mani invisibili. Egli ripetè a voce bassa:
—Che farò io?
—Voi—(era appena un soffio la mia voce) prenderete una compagna.
—E se non volessi prenderla?
Tacqui. Egli ripetè con grande ardore:
—Se non volessi prenderla, dite?…
Non aveva fatto un sol passo verso di me, il suo corpo era rigidamente immobile, ma negli occhi gli bruciava una fiamma.
Misurai tutti i confini della tentazione, ne vidi la profonda dolcezza, sentii salire a me da oscurità ancora inesplorate inauditi fantasmi di ebbrezza e di passione. Una sola parola che pronunciassi ed Egli era mio—lo sentivo—tutto mio in quella solitudine beata, lungi dal mondo, nella primavera che rinasceva, nel mio cuore che si era aperto all'amore, che tremava e palpitava sotto il suo sguardo e nella visione della sua carezza. Tutto si sarebbe rinnovato; le soavi sere, i colloqui confidenti, l'abbandono dell'anima, la gioia di vivere insieme… Era così violento il desiderio che ne tremavo. Ma che cosa ne vedeva Egli? Col capo chino sul mio ricamo tentavo di contarne i punti e solo dopo averli contati risposi:
—Fareste male. Le vie del sogno sono molte, quella della vita è una sola. Dovete ammogliarvi.