—Sicuro!

—E voi allora che cosa fate?

—Mi alzo, lo prendo e lo porto ingiro per la camera. Non c'è altro, cara la mia signora. A lei sembra che non debba intendere perchè è piccino, invece intende meglio di noi e si fa intendere. Bisogna vedere quando entra il suo babbo!

—Vostro marito non dorme a casa tutte le notti, nevvero?

—Purtroppo! Quando va al mulino vi dorme anche; così fu jeri; ma oggi lo aspetto, ed anche il piccino lo aspetta. Nevvero che aspetti papà?

Baciucchiando il suo bimbo, la giovane madre si animava. Aveva due labbra fresche e mobili che dovevano conoscere i baci; un riso perlato di donna felice; il collo sciolto, il seno palpitante velato appena; una morbidezza in tutti i movimenti, un calore di membra appagate, di sangue circolante, sano, nella completa espansione del benessere.

Marta domandò ancora:

—Vostro marito vi ama?

Al che l'altra non rispose se non arrossendo e chinando il capo sulle guancie del suo bambino.

Continuava a piovere, e dalla finestra che dava sui campi la massa verde degli alberi luceva, morbida e vaporosa, con dei contorni da pastello. La fattora, rimesso il piccino nella culla, si diede a rattizzare il fuoco: