—Che cosa vuoi che pensi!… Finiamola, se non ti dispiace, coi
Merelli.
Alberto si era levato in piedi, non dissimulando una certa seccatura, e passeggiava innanzi e indietro fermandosi ogni tanto a guardar fuori dalla finestra.
Marta sentì una stretta al cuore. Non cambiò positura, non si mosse. Aveva ancora davanti il piatto sul quale stavano alla rinfusa dei picciuoli di ciliegia; li prendeva a due a due, allacciandoli insieme per vedere quale si rompeva; a conti fatti, i picciuoli rotti erano in gran maggioranza. Li riunì con cura in un monticello.
—Hai detto all'Appollonia che non faccia più tanto rumore, alla mattina, co' suoi zoccoli?
—Sì, gliel'ho detto.
—E tu sarai così buona da cucirmi, domani, quei bottoni alla mia casacca di velluto?
—Sono già cuciti.
—Oh! che tesoro di donnina.
Ella sperava ancora che l'avrebbe guardata in faccia; ma Alberto si fermò dietro la sedia di sua moglie, accarezzandole il collo colla punta dell'indice.
—Addio, vado fuori un po'.