E ancora occorreva molta immaginazione per raffigurarsi capaci di una seduzione qualsiasi quelle figure sbiadite su fondo rossiccio, vecchie come soltanto diventan vecchie le fotografie nel loro spietato realismo; capelli piatti, oppure rialzati nella forma precisa di polpette ripiene: occhi truci, terribili, o imbambolati nella preoccupazione della posa; in generale faccie musone. E gli abiti? Maniche larghe, a prosciutto, a zoccolo, a campana, alla contadina; vite angolose, falpalà arzigogolati, bottoni fuor del vero.
Che mostri!—pensava Marta—e probabilmente fra dieci o quindici anni si dirà lo stesso di me.
Cercava minutamente, guardando in ogni piega delle vesti per scoprire il nome di Elvira. Credette di averla trovata in una giovane donna, appoggiata languidamente al tronco di una colonna, con l'indice della mano destra affondato nella guancia, la mano sinistra ricadente lungo l'abito; il nome di Elvira però non c'era in nessun posto. Allora fu assalita dal dubbio che Alberto conservasse quel ritratto in qualche luogo riposto, nel suo scrigno, in un santuario gelosamente nascosto, forse sul suo cuore. Divampò. Certo, quello non era un amore dei soliti; Elvira non si poteva confondere con Giuditta; egli ancorchè più freddamente, doveva però aver amata quella fanciulla e conservato di lei una memoria indelebile.
Crucciandosi per questo sospetto, non ricordava più di essersi crucciata prima per l'impossibilità che Alberto avesse potuto corrispondere all'amore di Elvira. Maneggiava una lama a due tagli; da qualunque parte la girasse si tagliava.
Appollonia, vedendo la sua signora passeggiare smaniosamente per le stanze, le domandò se si sentisse male.
Aveva l'inferno nel cuore. Fino a qual punto si erano amati? Fino a quale? Era riuscita Elvira ad animare la statua? Si era data a lui con quello ardore che traspariva dalle sue lettere?
E poi? E dov'era adesso?
L'inazione dell'aspettativa le riesciva insopportabile.
Prese l'ombrellino e s'avviò per i campi, incontro a suo marito. Anche Elvira doveva aver percorso qualche volta quei sentieri, pensando a lui, confidando all'aria e al cielo i suoi sospiri appassionati; e che ne era rimasto? Dove va a finire l'amore, e perchè finisce? La fine è la morte, ma la peggior morte è quella che si sente.
Oh! l'orribile tristezza!