Ella si lasciò fare: appena giunta in camera, cadde sul lettuccio, stringendosi il cuore con tutte e due le mani, incapace di dire una sola parola.
—Riposa, riposa.—Maria le si era seduta al fianco e le accarezzava blandemente i capelli.—Ora può venire il temporale, vero? La mia sorellina è nel nido. Ma cos'è questo? che hai fatto? Un cattivo animale ti ha morsicata.
Alla fine della guancia, verso il collo Mària aveva un segno rosso, di un rosso vivo come di pressione recente che vi avesse rappreso e stagnato il sangue. Alle inchieste della sorella, ella vi portò vivamente la mano, e, cercato subito lo specchietto, si guardò.
Maria chiese ancora.
—È un cattivo animale che ti ha morsicata?
Ella scosse la testa, e, continuando a mirare il segno rosso, le si venne dipingendo sul volto un passaggio di emozioni variatissime, che finirono in un dolce languore, in un rapimento, in una specie di estasi concentrata; per cui si lasciò cadere lo specchietto in grembo, e stette immobile, cogli occhi fissi in un punto noto a lei sola.
Ma quando Maria colla sua grazia innocente fece atto di volerle baciare quella ferita, balzò in piedi, si ritrasse, e, allontanando da sé la dolce sorella, fece scudo della mano alla guancia, quasi per proteggerla, perché il piccolo segno rosso non venisse toccato.
* * *
Ed anche l'estate finì.
Dopo un seguito di bufere violente, la natura parve raccogliersi per gustare con calma le ultime belle giornate dell'anno.