Una frescura riposante sembrava circondarli; raggi tenui e splendenti uscivano dalle tenebre, per cui potevano fissarsi in volto, e pareva ad entrambi che si stesse preparando una grande dolcezza, il conseguimento di un bene lungamente desiderato. Erano ali d'angelo il fruscio invisibile che deliziava le loro orecchie, che passava sulle loro fronti, quasi per cacciarne fin l'ultimo ricordo della terra?…

I corpi non pesavano più; immaterializzati, sembravano volare nel nimbo della luce, che cresceva, cresceva fino a riempire tutta la cameretta di raggi. …………………………………

Improvvisamente Maria fece l'atto di alzarsi… tese le braccia… Il volto le sfavillava.

—Maria! Maria!

Udì, lo guardò, mormorò:

—Vedo Dio.

* * *

Tre giorni giacque il bel cadavere, sparse le chiome intorno all'origliere, le mani congiunte sul seno.

Per tre giorni egli non mangiò e non dormì, assorto nella continuità della visione. Ghirlande di gigli e di viole circondavano il letto, profumavano l'aria. Egli scorgeva schiere di serafini che si davano il cambio nel soave incarico di vegliare la diletta; ed ella diventava sempre più risplendente; le palpebre chiuse si aprivano a sguardi rapidi e profondi come di chi è immerso nell'estasi; le errava sulle labbra un divino sorriso.

La dolcezza del delirio era tale che l'asceta non si muoveva nemmeno, paralizzato nella intensità della sensazione mistica.