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—Chi siete? che volete da me?

Aveva tentato di rizzarsi in piedi, ma per l'estrema debolezza vacillava, e sarebbe caduto se il forte braccio del montanaro non lo avesse prontamente sorretto.

Era il fratello del pastore, colui, che venuto un giorno a dare la triste novella, ritornava, col cuore diviso fra la pietà e la speranza.

—Padre, permettete che anch'io vi chiami così, poichè la volontà di Dio mi manda in un simil giorno; ben altro era lo scopo della mia venuta!

L'accento, il gesto, erano quelli di un dolore vivamente sentito. Pure egli era il giovane, egli era il forte, a lui toccava di agire.

Confortò l'asceta, facendogli trangugiare qualche goccia di un liquore che aveva con sè, e poi, uscito fuori, tornò con un carico di semprevivi, di rami di pino e di abete. In silenzio si pose a intrecciarli, ne compose una barella, ne adunò alla testa i rami più frondosi, le più morbide foglie, e, quando ebbe finito, disse semplicemente:—Andiamo?

L'asceta si mosse come nel seguito di una visione.

Presero delicatamente il corpo della fanciulla e lo posero sulle frondi verdi. La piccola porta della baita fu spalancata in pieno; i due uomini uscirono col sacro fardello.

L'uno seguendo l'altro, presero il sentiero della montagna e si fermarono al picco solitario, dove la croce piantata per Mària sembrava aspettare Maria.