«Oh! qualche cosa di pernicioso e di spaventoso!
«Qualche cosa molto diversa da questa vita piccina e pia!
«Qualche cosa di non ancora provato e che rapisca in estasi!
«Qualche cosa sfuggita alla presa delle àncore e che veleggi libera!
In queste parole del Canto dei tripudii, Egli vedeva forse riprodotta la parte più segreta del suo io, quella che chiamava colla sua parola prediletta oscura e di cui esageravasi forse la impenetrabilità; come pure gli piaceva in certe occasioni a negare la propria schiettezza, mentre era così sincero sempre, anche quando per vaghezza di parere più complicato caricava le tinte del suo colore preferito. Ma ad ogni modo un fondo oscuro c’era nella sua anima e vi si agitavano strane passioni, flore fantastiche e grandiose di un oceano in tempesta.
Penso ancora a lui irresistibilmente leggendo il Manfredo di Byron:
«Il mio spirito non camminò colle anime degli uomini;
nè guardò sulla terra con occhi umani;
la sete della loro ambizione non fu mia;
le mie gioie, i miei rancori, le mie passioni e le mie potenze