Ma soggiunge subito dopo per affermare la libertà de’ suoi sogni:
Ma non so qual ventura
in cuor mi pose un debito di canto
per l’erba e l’acqua che mi passa accanto
dal monte alla pianura.
Sento i cheti castelli e le traviste
beltà sognanti, e i parchi ampi e tranquilli;
amo i possenti eroi delle conquiste,
e delle antiche avemarie gli squilli.
Ed a quale altezza giunga la visione poetica in questo solitario pensatore è fatto chiaro dall’Io migrante, una delle più belle liriche moderne.