molti cuori si passano vicini
senza parlarsi o rivelarsi mai!
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Pur noi vivemmo insieme una gemella
ora d’aromi; insieme entro la cheta
luce scendemmo come ad una meta
comune, o inconsapevole sorella,
Lui, gli aromi, la cheta luce, il rinchiuso amore! La fusione non potrebbe essere più perfetta tra le cose e l’anima come in questi deliziosi versi tutti pervasi di una signorile grazia malinconica. La malinconia, quella stessa che Pindemonte vagheggiava in vesti color di viola, sta in fondo ad ognuna di queste liriche; malinconia ritenuta che non arriva mai alla disperazione, che non s’aggrappa al sarcasmo, che non conclude allo scoramento ed alla negazione, ma che per quel diffuso senso panteistico del poeta che non lo lascia mai solo nel suo dolore, lo accoglie maternamente, quasi lo assorbe in se. Che fare? È la legge della natura. Nascere, fiorire, morire. Il poeta nè se ne meraviglia nè, quasi, se ne accora, perchè la bellezza dell’amore sta appunto nella sua evoluzione
Tutti gli amori