— Non ti vedrò forse più....

— Perchè dici questo? Certe cose non si devono dire.

— È vero. Non si devono dire.

Tacquero ancora, inoltrandosi. Le stelle erano lontane; nessuna luce giungeva oramai sotto la volta fittissima dei rami; l’incenso della foresta vaporava solo, qual profumo sull’ara, in attesa del sacrificio. L’Unica rabbrividì a un tratto come se una mano che non fosse quella di Ariele l’avesse toccata.

— Ho paura, — gli singhiozzò tutta tremante colla faccia nascosta nel suo petto.

Egli la resse sulle braccia mormorando:

— Amore....

L’abisso nero delle conifere li avvolse, li inghiottì.... Nell’ombra fascinatrice il silenzio si fece sacro dello spasimo di due anime.

XIII.

Morta!