In seguito ad uno sfoggio di composizioni straniere l’orchestrina attaccò un motivo italiano.

— Verdi, — disse Moena, come uno che si sveglia accennando alle prime battute del Rigoletto.

— Viva Verdi, ora come allora, — soggiunse la signora con una allusione che egli afferrò a volo.

Sorrisero per essersi compresi. Il sentimento della patria che primo li aveva avvinti li dominò rapido, su quella terra irredenta che entrambi amavano, dando loro una straordinaria dolcezza.

Benchè quasi sconosciuti e non sapendo nulla delle loro reciproche vicende, si indovinavano, si sentivano della stessa famiglia, avvertiti da un movimento, da uno sguardo: meno ancora, da qualche cosa di invisibile che sembrava allacciarli e cingerli in un magico anello.

I concertisti si disponevano a riporre nelle guaine i loro istrumenti.

— Ma che ora abbiamo fatta? — chiese la signora.

— Che importa l’ora?

— Anche il pranzo non importa?

— L’ho dimenticato.