— Io non comprendo — disse Moena varcando il cancello — l’odio feroce di Stecchetti sulla tomba di una donna.

— L’odio in amore nasce dalla gelosia e la gelosia è di sua natura sensuale. Non la può comprendere lei che è idealista.

La signora aveva pronunciate queste parole rapidamente, con sicurezza, ma poi soggiunse alzandogli per un istante gli occhi in volto e subito abbassandoli:

— Suppongo almeno che lo sia.

— Sì, sono idealista. Legge nelle anime, forse?

— Leggo sulla fronte che è lo specchio dell’anima.

Un ricordo le tumultuò al cuore. Disse, stornando leggermente il volto per non incontrare gli sguardi di Moena:

— Come non devo saperlo se fu la prima rivelazione che io ebbi di lei!

Muto egli attendeva ancora.

— Rammenta i discorsi di quella sera, in quel salotto? Non fu la sua voce quella che sorse unica a protestare? Pensi che stavo io per dire le stesse parole sue, le stesse! Avremmo noi potuto pensare insieme la medesima cosa, le parole identiche, senza neppure sospettare l’esistenza l’uno dell’altro, se uno solo non fosse stato il nostro modo di sentire?