— Vuole una confessione puerile? — disse la signora. — Ho sempre desiderato di vedere il bosco di sera e non ho mai osato penetrarvi.

— Per paura?

— Paura? non saprei, non ho osato.

— Vuole che proviamo adesso? In due avremo maggior coraggio.

I primi alberi radi lasciavano scorgere un viale bianco illuminato dalla luna. La signora con un breve riso disse: — Proviamo. — E entrarono.

L’impressione di frescura insieme alla luce blanda ed ai rumori vanenti man mano che il paese si allontanava, e la linea fantastica dei tronchi nella oscurità, e le radure improvvise tra fronda e fronda, tutte le novità dell’ora e del luogo sedussero la coppia poetica intenta a cogliere una forma gentile di bellezza, una sensazione ignorata di piacere.

Avanzavano in silenzio, con un’ansia che leggiera dapprima cresceva col crescere delle tenebre, nella incertezza del terreno dove il piede posava mal sicuro, obbligandoli a soste improvvise per riprendersi e per orientarsi.

— Ha paura? — chiese il giovane.

— Che! — affrettossi a rispondere la signora, — non vi sono belve qui.

Voleva scherzare, ma il riso le si spense in gola.