— Una camera per me sola, — si affrettò a dire la signora.

Ancora non guardò Moena, ma tendendogli la mano nella penombra dell’angiporto:

— Torni fra mezz’ora, — soggiunse con tenera dolcezza; usciremo insieme.

La mezz’ora non era trascorsa e già egli attendeva sul ballatoio della scala.

Lo vide ella in quella sua attitudine rispettosa e muta e ben sapendo di trovare forza nel contrapporgli una attitudine disinvolta, gli gridò giuliva:

— Si è messo a posto coll’alloggio? Io ho una camera buonissima; prospetta il palazzo del diavolo.

— Del diavolo?

— Non sa? È trentino e non conosce il palazzo del diavolo?

— Accade spesso di non conoscere quello che si ha in casa.

— Guardi (la signora si scostò dalla soglia dell’uscio): lo vede?