— Giovane d’anni, non di esperienze amare.
— Ha la sua mamma?
— Nè padre, nè madre, nè alcuno.
In uno slancio di umiltà e di affetto la signora soggiunse:
— Vorrei essere la sua mamma.
— Ma io non la potrei considerare con sentimento figliale....
Tacquero.
La signora che stava appoggiata al parapetto della finestra sentì il cuore che le batteva contro le braccia.
— Andiamo, — disse, staccandosi dal davanzale.
Nel riattraversare la camera gli sguardi di entrambi caddero sul letto parato di rosso cupo, misterioso come un braciere nell’ombra. Moena rallentò il passo impercettibilmente; la signora, pure impercettibilmente, arrossì; ma fuori riprese la sua disinvoltura che le era a un tempo lancia e scudo. Dinanzi alle vecchie case di Trento, italianamente calde di quella architettura che fa tanto sentire la nostalgia di sè a chi viaggia nei nordici paesi, la sua passione di patria prese il volo.