— No, assolutamente. Ogni cosa a suo tempo. L’amore col primo capello bianco è imperdonabile.
Vi fu un silenzio. La signora mormorò piano:
— Forse hai ragione; eppure, tutto comprendere non è tutto perdonare?
L’amica scuoteva il capo dubbiosa.
— E si può fare un passo più innanzi — disse una voce che fece voltare la testa alle due amiche. — Perdonare anche quando non si comprende.
Un vecchietto era sulla soglia, lindo, sereno, col sorriso indulgente di chi non chiede più nulla alla vita. La signora lo salutò con espansione, quasi con riconoscenza.
— Neanche un grande commediografo, neanche una abilissima attrice, — continuò il vecchietto sempre sorridendo, — possono comandare all’amore di tacere e di morire. L’amore non ubbidisce che all’amore.
Nuove visite seguirono immediatamente il vecchietto che si vide soffocata la sua filosofia tra una grossa matrona da una parte e due ragazze dall’altra; chiuso fra un cicaleccio serrato dove alternativamente emergeva la voce della matrona deplorante lo scarso raccolto dei bozzoli e quella delle ragazze esaltate nel racconto di una volata in aeroplano.
A un tratto la conversazione divenne generale intorno a un pettegolezzo di cronaca cittadina; brillò di spirito, spumeggiò di malizia, salì con violenza di razzo ai fastigi dell’iperbole, ricadde in bagliori di stelle filanti, languì, si spense. Il vecchietto stava per pronunciare un aforismo, una delle ragazze si guardava la punta degli scarpini; una signora in un angolo, che non aveva detto ancor nulla, lanciò la parola “villeggiatura„ e allora tutti si affrettarono ad annunciare i loro progetti, vantando quale i monti quale il mare, quale l’uno, quale l’altro posto; si citarono alberghi, si calcolarono altezze; nomi umili e nomi reboanti incrociarono la sfida. Treni e automobili sfilarono all’orizzonte.
La signora continuava a mostrarsi attenta ai discorsi de’ suoi visitatori, essendosi rizzata sulla poltroncina, il mento teso in avanti, le pupille aperte, l’espressione della fisionomia gentile e raccolta, approvando o disapprovando con un lieve cenno, con un monosillabo. Le stava dinanzi la grossa matrona, la quale ridendo aveva uno special modo di scuotere le spalle come fa un anitroccolo le ali quando diguazza in uno stagno; tale vista le accresceva un malessere indefinito, una impazienza, una noia che la rodeva tutta sotto l’aspetto grazioso. Fra due ore, — pensava a tratti socchiudendo rapidamente le palpebre, — lo vedrò. Questa visione interna le dava una forza di resistenza sulla quale ognuno dei presenti poteva facilmente ingannarsi.