Come fu l'ora giunse infatti la buona donna a prendermi. Ci avviammo verso la chiesa maggiore dedicata a S. Fermo intanto che suonava la messa. — Entriamo — disse la mia nutrice. Ed entrammo. Io non la guardavo, abbandonata oramai al mistero che mi trasportava, ma lei doveva essere molto commossa chinandosi su di me per dirmi — Prega, prega con fervore, la tua mamma è morta. —
Scoppiai in pianto.
Parte Seconda
Acquaforte di LUIGI CONCONI
La profezia racchiusa nell'ultimo dei versi dell'Edmenegarda da me scritti sul muro incominciava ad avverarsi. La morte di mia madre volta una pagina della mia vita. Chiude un periodo della mia umile storia e la figura più augusta di tutte doveva restare nel mio cervello immaturo come una forma evanescente, una pallida donna, della quale non ricordo ne' lo sguardo, ne' la voce.
Tutti la piansero: era così bella, giovane ancora! La settima gravidanza l'aveva recisa lasciando orfani io e i miei due fratelli. La contemplo ora nel ritratto che le fece Moriggia; i lineamenti regolari e fini, lo sguardo dolce, i capelli neri divisi nel mezzo della fronte e ricadenti in folte bande piatte a ricoprire tutto l'orecchio; di seta nera il vestito con un risvolto di delicato ricamo, una camelia in testa, una sciarpa rossa dietro le spalle e una manina nuda, degna di una duchessa.
Era il tredici luglio quando morì e mancando ancora un mese e mezzo a terminare la scuola, mio padre mi pose in collegio rimanendo lui solo col suo dolore nella casa deserta. Mio fratello minore si trovava già da alcuni mesi presso le zie paterne a Casalmaggiore; l'altro fu mandato a raggiungerlo.
Casalmaggiore è una piccola città sulla riva sinistra del Po, poco distante da Cremona e da Mantova su questa riva, da Parma sulla riva opposta. Al tempo dei ducati, come città di confine, ebbe vita lucrosa e relativamente brillante. In seguito decadde, al pari di tanti altri piccoli centri assorbiti dalla continua emigrazione verso i centri maggiori. Sui registri dello stato civile la nostra famiglia vi appare da non molte generazioni; lo stesso nome del nostro casato non è lombardo ne' di alcuna altra provincia dell'alta Italia; si ritrova invece scendendo verso Roma e verso l'Abruzzo. Comunque, ramo divelto dal tronco, non abbiamo nessun documento che affermi la nostra parentela con Taddeo Zuccari, sepolto nel Pantheon di Roma accanto alla Tomba di Raffaello Sanzio, ne' con Federico fondatore dell'Accademia di S. Luca e di quel suo tugurio sul Pincio dichiarato monumento nazionale. Però sappiamo che i due pittori, nati sulla fine del cinquecento a S. Angelo in Vado, avevano cinque altri fratelli e sappiamo pure, per averlo scritto lui stesso, che Federico visse a Parma parecchi mesi. Non è dunque improbabile che, o dal medesimo Federico, o da qualche fratello chiamato lassù, sia rimasto tra Parma e Casalmaggiore, che ebbero per l'addietro continui rapporti, un seme della famiglia.