[39]. La similitudine di Ecuba è nella Canzone, quella d'Ifigenìa nel Capitolo al Petrosellini (XVI).
[40]. In questo Capitolo Galileo mette in ridicolo la prammatica che astringeva i Professori dello Studio Pisano a fare uso della Toga non solo leggendo in cattedra, ma ancora passeggiando per la città o visitando gli amici. L'autenticità di questo componimento poetico, oltre la confessione che resulta dalla seguente terzina:
. . . . . io non son mica Ebreo,
Sebbene e' pare al nome ed al casato
Ch'io sia disceso da qualche Giudeo;
vien confermata dal Padre Ranieri lettore in Pisa in una sua lettera del 26 Febbraio 1641 a Galileo, la quale si conclude col seguente periodo: «Di nuovo non ho che dirle: solo che il sig. Auditor Fantoni ha fatto spolverar le toghe a' Dottori, onde adesso non si vede altro che togati, e sarebbe molto a proposito il Capitolo che fece già Vossignoria Eccellentissima, alla quale bacio affettuosamente le mani.» Così annotano i dotti pubblicatori delle Opere Galileiane, Ediz. fiorentina Vol. XV, pag. 207.
[41]. Vita d'Agricola.
[42]. Circa Ippolito Neri vedi i Cenni biografici e critici scritti dall'egregio mio collega ed amico Prof. Mariano Bargellini — Empoli Tip. Monti, 1873.
[43]. «Ho aspettato, e dovevo aspettare, la giustizia del governo: devo credere che non mi mancherà. Se mai mi mancasse... non perciò gl'iniqui sfuggirebbero alla mia giustizia: perchè Dio mi ha dato una potenza che nessun re mi può togliere, mi ha dato un'artiglierìa che tira più lontano, tuona più lungo, e conquassa più forte de' cannoni.» P. Giordani, Opere; Appendice — Tip. Le Monnier 1851.
[44]. V. Rime Burlesche di Eccellenti Autori, raccolte, ordinate e postillate da P. Fanfani — Firenze, Felice Le Monnier, 1856.