E sente gran piacer ch'egli in bordello

Sen venga là per la marina egea

Perchè spera di mai non rivedello.

Or l'altra notte a Bartolo parea

Sognando appresso il dì che questo. . . . .

Di zecchini e di doble il sen gli empiea;

Onde ha fatto pensier con tai monete

Il lenzuolo pagarvi, e tutte l'altre

Partite cancellar che seco avete.

La cautela dell'editore, come vedete, è resa inutile dalla evidente rima di monete con prete. Infatti nell'esemplare che ho davanti (appartenente alla Collezione Cassigoli) un vecchio lettore del secolo passato ce l'ha già scritta codesta parola. L'edizione da noi citata è di Venezia, MDCXXXIV, appresso Giov. Pietro Perelli.