E quell'ariona di Montepulciano

Dove fa il nettar dell'etrusca gente

Lo ingrasserà come un porcel di piano.

Ma quando scrive al suo Venerosi l'ironia non gli basta; allora anche i frati levan le berze sotto la sua frusta. Essi odiano la fatica

Siccome il volo l'affricano struzzo,

e con la benedizione dell'uva, delle spighe e dei cavalli

Si fan provvista più della formica;

e conclude:

Ah cangia, Italia, i moccoli in bastoni,

E benedici lo suo gran bestiame