Dove vuoi, tutti a benedir son buoni.[29]
Però più che della loro furberìa e del loro sucidume s'inquieta della loro ignoranza. Un Tani ha rubato dei libri alla biblioteca di un convento di Roma; e la sua famiglia sta in pena per il processo. Egli scrivendo al suo Venerosi, manda a consolar la famiglia con pie parole, alle quali mescola una sua bizzarra difesa, della quale ecco una parte:
Ogni libro stampato, ogni scrittura
Si rodono le tarme nei conventi
Pieni di bestie solo da vettura.
Or che ha fatto il buon Tani? ha scossi e spenti
Quei bacherozzi, ed a migliori ingegni,
Alle bell'opre ai chiari studi intenti,
Gli ha dati a poco prezzo; ed atti indegni
Si diran questi? e saranno bastanti